Il mio programma

L’8 di Gennaio, nel corso di una Assemblea del Partito Democratico di San Giovanni Valdarno mi fu rivolto un appello da numerosi sottoscrittori (iscritti, simpatizzanti e cittadini) affinché dessi la mia disponibilità per una candidatura a Sindaco nelle prossime elezioni amministrative, nell’ambito di quella Alleanza democratica e progressista che stavamo cercando di costruire e mettere a punto. In quella occasione, essendo i tempi prematuri e non avendo ancora garanzia effettiva che questa Alleanza ponesse solide basi per costituirsi, ringraziai per l’appello rivoltomi e per la stima e la fiducia riposta nella mia persona, rispondendo che mi sarei dedicata, insieme agli altri, alla costruzione di questo fronte ampio di forze politiche e cittadini che si riconoscono nei valori del Centro Sinistra – progetto nel quale credo fermamente e con convinzione – e solo una volta avuta garanzia che il percorso ed il progetto avessero gambe per correre, avrei sciolto la mia riserva.

L’iniziativa che si è svolta martedì 22 Gennaio alla Sala della Musica, e che ha visto una folta partecipazione da parte della cittadinanza, ha ufficializzato la nascita della Alleanza civica, democratica e progressista per San Giovanni, con l’adesione di forze politiche e cittadini che si riconoscono nei valori del centro sinistra, ha visto la composizione di tavoli tematici di lavoro con lo scopo di attivare la partecipazione e individuare alcune idee che confluiranno nel programma elettorale.

A questo punto, avviato il percorso su solide basi, il 24 Gennaio scorso ho risposto all’appello rivoltomi, comunicando la decisione di dare la mia disponibilità alla candidatura a sindaco e, insieme, ho rassegnato le dimissioni da segretario del PD cittadino, ruolo che fino ad quel momento avevo svolto con trasparenza di condotta, ma che ora non era più compatibile con il passo che mi ero apprestata a compiere.

Nel ringraziare quanti hanno sottoscritto l’appello dell’8 di Gennaio e quanti, nei giorni precedenti a quella decisione, mi hanno sollecitato ad un impegno diretto nel mio Comune, vorrei indicare brevemente le ragioni che mi hanno spinto verso questa direzione e a compiere questa scelta, che non è stata facile da prendere.

Con convinzione, fin da subito, ho creduto alla necessità, in questa nuova tornata elettorale e nell’attuale scenario locale e nazionale, di una apertura del Partito Democratico alla città, alle forze politiche, così come a tutte quelle energie cittadine che, riconoscendosi nei valori del centro sinistra, intendono costruire un progetto innovativo per San Giovanni. Credo che serva una prospettiva nuova – fatta di valori, idee, proposte, concretezza e competenza, e con una visione della città che vada oltre il presente -, che sia e diventi la prospettiva e la proposta di una collettività, perché siamo in un tempo in cui è necessaria una collettiva assunzione di responsabilità, anche nel governo della cosa pubblica a livello locale. Per mettere insieme, promuovere e far conoscere, ed attuare un progetto di questo tipo è necessaria la partecipazione e la collaborazione di tante persone che ne riconoscano gli intenti ed il valore, e che in questo progetto si riconoscano e sentano di potersi mettere in gioco per il futuro della città.

Sono convinta che sia necessario un approccio nuovo che avvicini i cittadini alla cosa pubblica e ne coniughi bisogni ed aspettative, che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile, concreta e consapevole al bene comune, che è una responsabilità di tutti, non solo di chi, in un determinato momento, si trova ad amministrare.

L’Alleanza civica, democratica, progressista, di centro sinistra per il governo della città – per la quale ho dato la mia disponibilità alla candidatura – ha lo scopo di ricostruire un’idea civile e culturale di San Giovanni che, anche a livello locale, possa frenare e fermare, con la concretezza dei contenuti, la competenza delle persone e saldi valori, l’avanzata dei populismi odierni.

Il perimetro di questa alleanza è la condivisione dei valori fondanti dell’area del Centro Sinistra, che sono, non solo rintracciabili e appartengono alla nostra storia e alla nostra tradizione politica – il rispetto dell’altro, la solidarietà, la credibilità, l’onestà, il riconoscimento e l’aiuto reciproco, la legalità, la tutela e la difesa dei più deboli, la giustizia sociale, la lotta contro le discriminazioni e le diseguaglianze – ma sono anche pronti ad essere innovati e letti nell’ottica dei nuovi bisogni delle persone. A questi si uniscono temi e priorità che saranno costitutivi della proposta programmatica e che nasceranno dal confronto e dalla condivisione interni a questa Alleanza, e che prenderanno forma compiuta con i tavoli di lavoro. Personalmente, ritengo sia prioritario riportare al centro della agenda politica ed amministrativa il tema dell’Ambiente in una molteplicità di aspetti e declinazioni, dalla raccolta dei rifiuti, alla qualità dell’aria, alla mobilità sostenibile e la rete delle ciclabili, alle fonti energetiche per gli edifici pubblici, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle scuole comunali, alla ripubblicizzazione del servizio idrico, alla educazione al rispetto dell’ambiente naturale in tutte le sue componenti, alle forme di premialità per i cittadini che compiono azioni quotidiane virtuose di rispetto dell’ambiente. La Cultura e l’istruzione, con la valorizzazione del sistema museale municipale, la nuova Biblioteca e il Cinema Teatro Comunale che devono essere completati, la presenza e la valorizzazione del più importante Polo Scolastico di vallata a cui si aggiunge un Centro di alta formazione superiore, quale il Centro di Geotecnologie. San Giovanni deve acquisire il ruolo di città della Cultura, in Valdarno, promovendo una progettualità culturale di prestigio e di alto livello – che riguardi le più diverse arti – e con la quale dovrà caratterizzarsi e porsi in evidenza. Il Governo e la cura del territorio urbano (del centro e delle periferie della città) con l’impegno, prioritario, alla manutenzione, alla cura, al decoro e alla pulizia dell’ambiente urbano in ogni sua parte, con i progetti di rigenerazione urbana, le opere pubbliche da completare, gli interventi nelle Aree a Nord di San Giovanni (Area di Sant’Andrea) e a Sud, la soluzione per l’area del vecchio ospedale. San Giovanni nel contesto del Valdarno deve acquisire forza e centralità e lavorare per consolidare il peso complessivo di questo territorio, favorendo una collaborazione efficace sulle questioni delle infrastrutture, della mobilità, del lavoro e delle attività produttive di vallata, e su questo piano sovra comunale portare una posizione ferma su questioni quali la chiusura al 2021 della Discarica di Casa Rota, la tutela e la salvaguardia dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia che deve continuare a fornire ai cittadini del Valdarno servizi ospedalieri e sanitari di qualità. La Partecipazione perché siano messe a punto strategie e strumenti nuovi affinché sia e rimanga viva e reale la partecipazione dei cittadini alle scelte e alla vita amministrativa del Comune. Le proposte dei giovani per la città, come la immaginano, come la vorrebbero e il fatto che San Giovanni, che è il Comune anagraficamente più vecchio del Valdarno, debba riuscire a capitalizzare e trasformare in valore il fatto che tanti giovani e giovanissimi, per motivi di studio, ogni mattina vi giungono, ma non vi si soffermano che il tempo candidato dall’orario scolastico.

Le Politiche sociali, l’inclusione, il tema della sicurezza. A noi sta a cuore la sicurezza della nostra città, e vogliamo che le famiglie e i cittadini vivano sicuri e quieti nelle loro case, ma per noi la sicurezza si costruisce con la fiducia nelle forze dell’ordine – preposte dalla Costituzione a tutela e difesa dell’ordine pubblico – e attraverso la diffusione della conoscenza, della cultura, dell’istruzione, della formazione, attraverso la scuola e attraverso tutti i luoghi che consentono di costruire senso di comunità, rapporti e relazioni tra le persone. E’ il compito più difficile e faticoso che la politica ha – tenere insieme le persone, non dividerle nella lotta di alcuni contro altri – al quale il centro sinistra non può sottrarsi, a meno che non voglia inseguire la destra con formule e su un terreno che non è mai stato suo proprio. Sicuro è aggettivo che discende dal latino, Sine Cura, e significa, letteralmente, “senza preoccupazione”: la sicurezza, come assenza di preoccupazione, è un fatto culturale, anche, e discende dalla capacità di costruire relazioni e rapporti, mentre un clima violento, nelle parole e negli atti, non diminuisce ma accresce sensibilmente l’insicurezza delle persone. Altri temi saranno al centro del programma elettorale – Le attività produttive, il commercio, il terziario, i servizi, il turismo, lo sport – che scaturirà dal confronto e dalle sintesi interna alla Alleanza.

Sono convinta che questo progetto nuovo per San Giovanni debba essere realizzato con umiltà, riconoscendo gli errori compiuti, disponibili ad accogliere le critiche, i suggerimenti e le proposte sollecitate, e ponendo in evidenza anche le difficoltà che, oggi, sono insite nell’amministrazione di un Comune come il nostro – difficoltà e ristrettezze di bilancio e di efficienza della macchina burocratica ed amministrativa – tenendosi, pertanto, responsabilmente lontani da avanzare promesse demagogiche che non potranno vedere mai una realizzazione concreta, predisponendo tuttavia una programmazione precisa delle politiche nei vari ambiti e settori, e sottraendo l’indirizzo e la scelta all’estemporaneità e alla casualità del momento contingente, richiedendo queste, invece, competenze specifiche e specifiche professionalità. Sarà necessaria una organizzazione della macchina amministrativa comunale che la renda più efficiente ed efficace, e sarà questa la precondizione perché gli indirizzi politici possano tradursi in concrete azioni in ogni ambito e settore. Inoltre, considerate le ristrettezze del bilancio comunale, sarà necessario mettere in piedi un gruppo di lavoro dedicato al reperimento delle risorse, attraverso sopratutto la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei fino a questo momento raramente partecipati dal nostro Comune.

Competenza, serietà, concretezza, passione, amore e cura per la nostra città, queste devono essere le qualità e le caratteristiche di chi intraprenderà e caricherà sulle proprie spalle – io credo -, in senso metaforico e reale, la realizzazione di questa proposta nuova per San Giovanni, considerando il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

Accanto ad un progetto nuovo e ad una nuova prospettiva con lo sguardo rivolto al futuro, a cosa dovrà essere e diventare la nostra città nei prossimi anni, è necessario promuovere un modo di fare politica che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile. Le scelte politiche ed amministrative importanti e qualificanti devono passare da un processo partecipativo dal basso e non possono e non devono essere calate dall’alto. Personalmente sono convinta che sia necessario questo cambiamento di mentalità e di paradigma, per affrontare i tempi nuovi che abbiamo di fronte e per favorire un coinvolgimento ed una partecipazione ampia della cittadinanza, che porta con sé la creazione di legami, di relazioni, e la costruzione di valori. Accanto a questo, trasformando i progetti di innovazione sociale e gli esempi di cittadinanza attiva, già presenti nella nostra comunità, in modelli di buone pratiche, sarà obiettivo prioritario promuovere la diffusione di ‘un nuovo senso civico’, di amore per la cosa pubblica di cui ciascuno deve sentire la responsabilità della cura e della tutela, perché subentrino ad atteggiamenti sempre più diffusi di disaffezione, e consentano di ricucire i legami forti e le reti sociali, le relazioni ed i rapporti, ri-costruendo il senso di appartenenza e di comunità disgregatosi negli anni per molteplici ragioni e fattori.

E necessario costruire un progetto credibile per la nostra città in grado di dare risposte e che abbia il consenso dei cittadini, con un programma che dovrà essere fatto conoscere bene, a fondo, spiegato con chiarezza e semplicità, portato nelle famiglie, nelle piazze, nei circoli, attraverso un lavoro attento, preciso, impegnativo e faticoso, “casa per casa, strada per strada”.

Un progetto che non dovrà essere contro qualcuno, ma per San Giovanni e per i sangiovannesi, per costruire insieme il futuro della nostra città, con convinzione, speranza ed entusiasmo.

In questo quadro di motivazioni si colloca la mia disponibilità ad una candidatura – sollecitata dall’appello rivoltomi l’8 di Gennaio – nell’ambito della Alleanza civica, democratica e progressista di centro-sinistra per San Giovanni che si presenterà unita e compatta alle prossime elezioni amministrative, e che, in maniera unita e compatta affronterà, nelle settimane a venire, tutti gli impegni relativi alla campagna elettorale. La ‘classe dirigente’ – per utilizzare un termine tecnico della ‘politica’ -, le persone – termine che io preferisco – che vorrei mi accompagnassero in questa esperienza dovranno essere figure amate, stimate, apprezzate nella comunità cittadina con le qualità della credibilità, della affidabilità, della serietà, dell’operosità, della concretezza, dello spirito di iniziativa, unite alle competenze individuali, e che non cerchino nella politica rendite di posizione, relazioni sociali o appagamento di personali ambizioni, ma che intendano e vivano il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

Ho coscienza che si tratta di un’impresa non facile, ma ritengo che sia, comunque, una ‘sfida possibile’, perché la politica è sogno, è visione prospettica del futuro è, e deve continuare a essere, la speranza di lasciare una realtà migliore di quella ereditata da chi ci ha preceduto. Sono convinta che una ‘buona politica’, un ‘buon governo del territorio’ siano il dono più bello che si possa consegnare alle generazioni future, e che è adesso, ed ora, il tempo della nostra responsabilità, che dobbiamo vivere ed intraprendere con fiducia e coraggio.

Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà” (Aldo Moro, 1978).

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