Il mio impegno in Regione

Lavoro, ricerca, formazione, specializzazione. Sono questi gli ingredienti indispensabili alle nostre decisioni presenti e future, alle politiche di sviluppo su cui i governi, a tutti i livelli, devono puntare.

E’ prioritario sapere rispondere alle necessità delle nostre comunità e alla richiesta di prospettiva delle nuove generazioni: è indispensabile mettere risorse e competenze per accrescere le opportunità di sviluppo e di crescita, personale e professionale.

Anche nelle politiche di genere, nei diritti civili, occorre imprimere una svolta, continuando e potenziando il percorso portato avanti finora. La Toscana è una terra che sul fronte dei diritti è sempre stata in prima fila, una strada su cui insistere e su cui il mio impegno sarà costante. Per la dignità delle persone, contro le diseguaglianze e per l’emancipazione sociale, economica e culturale.

Questo è il senso del mio impegno politico.

 

 

I TEMI (Sanità e Tutela sociale, Imprese e Lavoro, Ambiente e Territorio, Turismo e Cultura, Diritti civili, Costi della politica)

 

Questi sono i temi che mi stanno a cuore e sui quali mi impegnerò con ogni mezzo ‘politico’ a disposizione: sono 6 obiettivi di lavoro per il mio Valdarno e per la provincia di Arezzo.

1.Sanità e Tutela sociale

Il tema della Sanità è un tema ampio e articolato. Di questo non mi appassionano gli aspetti organizzativi, ma mi appassionano e mi interessano le prestazioni e i servizi sanitari (visite, esami, interventi, e via dicendo) perché tutto deve essere finalizzato e funzionale al cittadino-utente del servizio sanitario. Posto questo, come consigliere regionale lavorerò:

  • per diminuire sensibilmente le liste di attesa delle visite e degli esami diagnostici, perché da qui passa la qualità della vita dei cittadini della nostra comunità (fare degli esempi concreti);
  • per avere un servizio di emergenza/urgenza ancora più efficace;
  • per garantire che tutte le prestazioni sanitarie essenziali siano migliorate in tempi e qualità.

La questione della sanità è, poi, in Valdarno, soprattutto la questione dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia. La legge regionale di riforma del sistema sanitario, con la riduzione a tre delle Asl regionali, non può penalizzare o declassare dei nodi strategici della rete sanitaria, e non deve trasformare il Valdarno nella “periferia di una periferia”. L’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia non deve diventare un ospedale di primo livello di base, ma deve essere un ospedale che garantisce i livelli e le prestazioni essenziali in termini di qualità, efficacia e rapidità, come nella tradizione della nostra vallata. Quando, oltre 15 anni fa, tre comunità del fondovalle (San Giovanni, Montevarchi e Terranuova Bracciolini), decisero di rinunciare ciascuna al proprio ospedale per costituirne insieme uno solo, l’obiettivo era che il nuovo complesso non solo ereditasse le funzioni dei tre precedenti, ma offrisse anche servizi in più e più qualificati. Questo deve essere il monoblocco, e mi impegnerò perché sia così, in qualità di consigliere regionale.

In questa situazione l’opportunità che sembra aprirsi è quella della costituzione di un’Area vasta del Valdarno superiore che integri il Valdarno aretino con il Valdarno fiorentino, costituisca un unico bacino di utenza, per difendere le prestazioni e i servizi sanitari del nostro territorio (cosa che sta già accadendo, di fatto). Il mio impegno, da consigliere regionale, andrà in questa direzione, nella quale già si stanno incamminando, con azioni concrete, i sindaci del nostro territorio.

Tutela sociale. Miglioramento dei servizi sociali erogati alle persone in difficoltà, ai disabili, agli anziani, agli anziani malati; al tempo stesso ridurre e razionalizzare le spese. Necessità che i finanziamenti per questi interventi ‘sociali’ ci debbano essere, siano garantiti perché ne va della tenuta della famiglia, che è il nucleo centrale di una comunità. Certezza dei finanziamenti, attenzione che siano erogati in modo equo a chi ne abbia reale bisogno, non fondi o aiuti a pioggia, ma sulla base dei bisogni reali. Le risorse da destinare alla tutela sociale devono essere spese bene. In questo ambito la Regione ha un ruolo e una responsabilità di primo piano perché il fondo di non autosufficienza è gestito dalla Regione e perché la Regione si occupa della gestione di settori ‘sociali’ fondamentali (ad esempio le Case popolari) E’ vero che il cittadino, quando ha un ‘bisogno’ sociale si rivolge all’Ente a lui più vicino (Il Comune, di solito), ma il Comune potrà rispondere a quella domanda ‘sociale’ soltanto se la Regione avrà previsto degli interventi, avrà stanziato delle risorse, in poche parole, se glielo avrà reso possibile.

2.Imprese e Lavoro

Il nostro territorio ha tre aspetti qualificanti da questo punto di vista:

  • Una ricca rete di industrie;
  • Si trova al centro del corridoio infrastrutturale nazionale;
  • Possiede un fattore umano di primo livello costituito dalla nostra gente che da generazioni sa come lavorare, fare impresa, innovare.

Il mio impegno, come consigliere regionale, sarà nella prospettiva di dare una mano a che questo sistema operi nella maniera più armoniosa, in modo che la politica non sia di ostacolo e che il nostro territorio ne acquisisca vantaggi sotto il profilo della crescita economica e del lavoro.

Per favorire l’impresa, e quindi il lavoro, nel Valdarno e nella provincia di Arezzo è necessario continuare a lavorare su tre livelli:

  • Le infrastrutture;
  • Una buona gestione degli incentivi all’innovazione e agli investimenti;
  • Un’opera di forte e significativa sburocratizzazione.

Per quanto riguarda il primo punto (le infrastrutture) nei prossimi anni sarà portato a compimento un progetto di infrastrutture importanti per il nostro territorio. Gli interventi principali riguarderanno:

  • la terza corsia autostradale;
  • le piste ciclabili, con la ciclopista dell’Arno;
  • la banda larga e le reti telematiche.

Da consigliere regionale, garantisco il massimo impegno e controllo a che, tali infrastrutture, siano completate in tempi brevi e con qualità.

Per quanto riguarda l’opera di sburocratizzazione, già qualcosa è stato fatto dal governo nazionale, ma non ancora a sufficienza affinché chi ha un’idea, un progetto di investimento sia sostenuto economicamente e liberato da mille vincoli e inefficienze burocratiche. Per fare solo un esempio: i tempi e le modalità di risposta dei gestori dei servizi al bisogno delle imprese è assolutamente inadeguato. Pertanto il mio impegno sarà rivolto a fari sì che la Regione snellisca queste procedure, si impegni e impegni il proprio futuro. E’ necessario liberare chi ha voglia di intraprendere, di investire, di dare lavoro da questa incertezza sui tempi e sul diritto ad avere risposte e prestazioni certe da parte della pubblica amministrazione.

Il Valdarno deve mantenere e sviluppare la sua base industriale: non c’è futuro per il nostro territorio senza la difesa del nostro vario e variegato sistema industriale.

Formazione e impresa. Il più potente fattore di crescita e sviluppo di un paese o di un territorio sta nella formazione, ed in particolare nel rapporto tra formazione e impresa, scuola e lavoro.

Il mio impegno, in questi cinque anni di attività consiliare, sarà far sì che questo rapporto cambi in qualità, modalità, quantità (fare esempio degli stage che a tutt’oggi, sono troppo brevi). Nell’ambito della formazione e istruzione professione, di competenza regionale, la Regione deve svolgere un’azione di arricchimento e potenziamento. Scuola e Impresa non possono essere mondi separati, ma in rapporto permanente e reciprocamente interattivo.

Edilizia scolastica. Particolare attenzione deve essere rivolta alla edilizia scolastica – con investimenti mirati – al fine di mettere in sicurezza, rendere funzionali al lavoro didattico ed accoglienti gli edifici nei quali i ragazzi trascorrono buona parte della loro giornata.

Infrastrutture e viabilità: Consolidare e rafforzare la viabilità sostenibile, con il sistema delle piste ciclabili e della mobilità ‘verde’. Attenzione rivolta alla questione della pendolarità relativa ai treni e al potenziamento dei treni nella linea Direttissima, particolarmente funzionale alle esigenze dei cittadini del Valdarno aretino.

3.Ambiente e Territorio

Le criticità ambientali da aggredire in Valdarno riguardano:

  • la qualità dell’aria (che deve essere migliorata);
  • lo stato della risorsa acqua in Valdarno il cui esempio più evidente è la condizione dell’Arno. Il fiume simbolo del nostro territorio, ed i suoi affluenti, difettano di manutenzione ordinaria e straordinaria, importante non solo come garanzia di sopravvivenza dell’ecosistema, ma perché l’Arno possa diventare anche una risorsa per il turismo locale. Pertanto l’Arno sarà al centro della mia attenzione come consigliere regionale.
  • Il ciclo dei rifiuti: è necessario aumentare il livello e la differenziazione dei rifiuti non ancora soddisfacenti a livello di amministrazioni locali.

Particolare attenzione sarà rivolta anche alla Discarica di Podere Rota che interessa, in maniera peculiare, il Valdarno aretino, e particolare attenzione sarà rivolta al fatto che il Valdarno nel suo complesso, negli ultimi 20 anni, ha dato tanto in tema aree per la raccolta di rifiuti e che, una volta chiusa la discarica di Podere Rota, non dovrà vederne aprire una nuova nel giro di pochi chilometri.

4-Turismo e cultura

La nostra è una terra, storicamente, di profonda cultura. San Giovanni Valdarno, la mia città, è la città natale di Masaccio, e poi Piero della Francesca a Sansepolcro, Arezzo, città natale del poeta Petrarca e di Guido Monaco, e Cortona, Camaldoli, La Verna; la nostra è una terra segnata da storiche battaglie (Campaldino, Anghiari) che sono diventate anche opere d’arte di fama mondiale, è la terra battuta da Leonardo, che, forse ha dipinto le Balze nella sua Monnalisa, il luogo dove è nato Michelangelo; e ancora siamo la terra della porta del Chianti, della pieve di Romena, del castello di Poppi in cui venne ospitato il poeta Dante Alighieri, conserviamo, nel nostro territorio una delle copie de L’annunciazione del Beato Angelico.

Il turismo e la cultura devono diventare il volano di sviluppo del nostro territorio, fortemente marcato in questo senso. E’ sviluppo economico e occupazionale, è una risorsa, incastonata tra Siena e Firenze, che ci invidia tutto il mondo. La valorizzazione di un territorio si fa anche in questo modo. Diamo agli stranieri, cha amano le nostre terre l’opportunità di vivere e apprezzare a pieno queste nostre bellezze. Il Presidente Rossi parla, nel suo programma, di un brand Toscano da esportare nel mondo, brand di cui anche il Valdarno dispone, ma che ancora non è adeguatamente valorizzato e promosso. (Agricoltura, Agriturismo, Enogastronomia).

5.Diritti civili

Il Valdarno, storicamente, è una terra di battaglie di civiltà, di movimenti operai e sindacali che nel secolo scorso che hanno lottato per i diritti dei lavoratori.

Il Valdarno è anche terra di impegno e di sensibilità sociale. Il terzo settore, l’associazionismo, la cooperazione, sono forti nelle nostre terre ed è evidente la sensibilità che la nostra gente ha nei confronti dell’aiuto e del sostegno verso gli altri.

E’ forte, negli ultimi anni, la richiesta di diritti di nuova generazione (coppie di fatto che chiedono riconoscimento; fecondazione assistita; testamento biologico).

La Regione Toscana, da sempre all’avanguardia in questo campo, ha il compito importante della promozione dei diritti civili, di dare risposta a questa forte richiesta di diritti di nuova generazione: non sono temi ideali o ideologici, questi, sono temi che incidono nella carne viva delle persone e nella loro quotidianità (pensiamo alla questione degli aiuti alle coppie di fatto). Tanto è stato fatto, ma ancora tanto deve essere fatto in questa direzione.

Politiche giovanili: Consolidare, implementare e diffondere in maniera più capillare il progetto della Regione “Giovani Sì” che riguarda la produzione culturale giovanile, la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, le start up, le politiche abitative per giovani famiglie.

6.Costi della politica

La Regione Toscana ha già fatto alcuni passi verso la razionalizzazione e la riduzione dei costi della politica: ha diminuito il numero dei Consiglieri e, quindi, anche degli assessori regionali, ha eliminato i vitalizi e le indennità. Tanto è stato fatto, tanto altro si può fare. Un’opera ulteriore di razionalizzazione delle partecipate deve essere fatta, anche per valutarne efficienza ed efficacia. E’ necessario ripensare il ruolo delle partecipate. Esigenza, inoltre, di promuovere il processo di unione e fusione tra i comuni, allo scopo di costituire nuovi Enti locali che, accorpandosi, abbattano i costi di mantenimento.

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