La mia attività di Consigliere regionale

Valentina Vadi shared Senatori PD's video.Thursday, December 14th, 2017 at 1:30am
Dopo la legge sulle Unioni Civili, l'approvazione, oggi, della norma sul Testamento Biologico ed il Fine Vita, è un altro passo avanti importante nel campo dei diritti e delle libertà per il nostro paese.
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Valentina Vadi added 3 new photos.Thursday, December 14th, 2017 at 12:42am
Ottima iniziativa organizzata dalla CGIL della Provincia di Arezzo venerdì 15 Dicembre alle 15.30 alla Borsa Merci di Arezzo, "L'età dell'oro. Occupazione, diritti, sostenibilità economico finanziaria, istruzione, progettualità d'impresa e legalità".

Una analisi, un approfondimento e una riflessione sul comparto orafo ad Arezzo ed in provincia, con le criticità e le difficoltà degli ultimi anni, alla presenza dei rappresentanti sindacali, delle associazioni di categoria, dei presidi del Liceo artistico e dell'Istituto Professionale, della Regione Toscana-Assessorato alle attività produttive e di altri relatori.
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Tuesday, December 12th, 2017 at 12:15am
“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore". Peppino Impastato.

Insegnare ed educare alla bellezza, all'amore e alla cura del paesaggio e dell'ambiente naturale, contro il degrado, lo scempio, lo squallore orrido. Di questo abbiamo la responsabilità di non dimenticarci mai.
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Valentina Vadi added 4 new photos.Monday, December 11th, 2017 at 11:59pm
Il 12 Dicembre del 1969, 48 anni fa, una bomba alla Banca Nazionale della Agricoltura in Piazza Fontana a Milano provocò la morte di 17 persone e il ferimento di altre 87.
Con questo attacco terroristico alla democrazia cominciava in Italia la "strategia della tensione" che durerà per molti anni, con un terrorismo di matrice neofascista i cui mandanti, per questa ed altre stragi analoghe, ancora oggi non sono stati individuati.

Strana e bizzarra la vicenda processuale della strage di Piazza Fontana. Dopo anni di indagini e depistaggi, nel 2005 la Corte di Cassazione concluderà sostenendo che la strage di piazza Fontana fu realizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova, nell’alveo di Ordine Nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura», non più processabili in quanto «irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari» per questo stesso reato. Al termine il processo del 3 maggio 2005 ai parenti delle vittime verranno anche addebitate le spese processuali.

#pernondimenticare
#ionondimentico
#12dicembre1969
#stragedipiazzaFontana
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Valentina Vadi added 8 new photos — at Consiglio regionale della Toscana.Monday, December 11th, 2017 at 8:18am
Questo pomeriggio, in Consiglio Regionale, presentazione del volume di Anna Vieri e Pierluigi Ermini , "Storia di un 'povero prete'. Don Ivan Cornioli (1924-2009) poeta, artista, padre spirituale" con la partecipazione degli autori e di Gennaro Acquaviva, Presidente della Associazione Socialismo, ex Senatore della Repubblica ed amico di Ivan Cornioli negli anni trascorsi a Roma.
E' stato per me un enorme piacere ed un onore poter presentare questo libro che ha al centro un figura importante della vita pubblica, sociale e religiosa di San Giovanni Valdarno, un libro frutto del lavoro di due autori, Anna Vieri e Pierluigi Ermini, che sono anche due amici, ma sopratutto due persone che hanno a cuore il territorio nel quale vivono e che sono impegnati, a vario titolo, nel tessuto sociale del Valdarno. Il Valdarno, appunto – che è anche la terra in cui è nato ed ha operato don Ivan Cornioli -, una terra di solidarietà, di attenzione agli ultimi, ai deboli, in cui sono forti l’associazionismo e il volontariato che traggono ispirazione e alimento da quei valori che sono stati alla base, anche, del pensiero e dell’operato del “povero prete”, la carità, la povertà e l’impegno nella lotta contro le diseguaglianze sociali.
Inoltre come scrive Piero Ermini nella seconda parte del volume, il libro è dedicato ad Isabella, un’amica che è stata importante anche nella mia vita, quando da giovane studentessa liceale mi trasmise quella forza e quel coraggio che allora mi mancava e per il quale le sarò riconoscente per tutta la vita: ricordare Isabella, questo pomeriggio, insieme alla figura di don Ivan è stato per me come rendere in piccola parte quel tesoro di amore, affetto, forza interiore che da lei ho ricevuto in una estate di tanti anni fa, quando avevo 14 anni.

Il libro è davvero molto bello, appassionante e devo dire agli autori che l’ho letto con una voracità ed una curiosità che non mi sarei attesa, alla scoperta di un uomo di cui tanto spesso ho sentito parlare nella mia comunità cittadina, ma che non ho avuto occasione di conoscere direttamente.
Ci sono tre aspetti, nella figura di don Ivan che mi hanno colpito: il primo è l'impegno sociale forte, marcato, l'attenzione al mondo del lavoro, agli operai delle fabbriche sangiovannesi degli anni Cinquanta-Sessanta, ai loro diritti, salariali e di dignità umana, questo "essere prete nel mondo", come scrive in una lettera del 1962, questo intendere la fede ed il compito che gli è stato assegnato, vicino all’uomo, agli ultimi, ai deboli che in quegli anni sono anche e soprattutto gli operai e le operaie degli stabilimenti sangiovannesi. Don Ivan «non andava a far pregare gli operai, ma li aiutava a chiedere i loro diritti». Aiutare gli operai e le operaie a chiedere i loro diritti, significava ‘formarli’, renderli consapevoli. Come scrivono Anna e Piero, «La formazione sociale stava molto a cuore a don Ivan e le settimane sociali rappresentavano per lui il modo migliore per formare la classe lavoratrice». La prima settimana sociale organizzata da don Ivan a San Giovanni Valdarno – che doveva precedere l’inaugurazione della nuova sede delle Acli in via Roma nell’ottobre del 1952 – presenta un programma di temi e di interventi cosi preciso ed approfondito che difficilmente oggi si trova addirittura in un partito politico.

L’altro elemento che mi ha colpito molto della sua azione di “prete nel mondo” è stata – per me che sono una insegnante - l’attenzione, delicata e piena di amore, nei confronti dei giovani – tanti giovani che ha avuto intorno a sé negli anni di San Pio X e che lo ricordano con grande affetto nelle testimonianze contenute nel libro – per i quali don Ivan ha costituito un punto di riferimento costante, una guida, un maestro di valori religiosi e morali, con la forza dell’esempio, della parola, dello stimolo alla riflessione. L’immagine della luce nella sua stanza sempre accesa, una luce che infondeva sicurezza a chi la riconosceva e la vedeva da lontano, è poetica e bellissima, potentemente simbolica della luce interiore e della forza che emanava dalla sua figura e dal suo insegnamento.
Infine, non ultimo per importanza, l’impegno in campo sociale, sempre dalla parte degli ultimi e dei più deboli, i più fragili, quelli – per parafrase Verga – che la «fiumana» della vita, lascia ai margini: l’impegno contro la tossicodipendenza, l’impulso enorme dato alla nascita della Associazione Valdarnese di Solidarietà nei primi anni Ottanta, il sostengo alla Associazione valdarnese ragazzi handicappati, l’apertura, nel 1986, per sua iniziativa, del Centro Caritas di San Giovanni Valdarno, la missione di Eld Obeid, in Sudan, con la scuola per i bambini, che ancora oggi è aperta ed attiva.

Dopo la lettura del libro e la presentazione di questo pomeriggio, in me rimane l’impressione di un uomo, di un religioso che ha lasciato un’orma importante e significativa nella vita pubblica della comunità in cui io vivo e alla quale appartengo, che con il suo operato ha fatto progredire socialmente quella comunità, rendendola viva e vivace e formando le generazioni giovani; un uomo che si richiamava ai valori della carità, della povertà, della umiltà e che, nonostante la forza morale che mostrava e appariva avere dall’esterno, nel profondo della coscienza interrogava criticamente se stesso. «Non posso dirti molte cose di me, per lettera, ma ti assicuro che la sofferenza diventa più lunga e profonda… Il 29 Giugno saranno 15 anni di sacerdozio. Quanto ho deluso la Chiesa con la mia tremenda mediocrità. Eppure sono felice, più, molto di più di quella stupenda mattina fiesolana, di essere prete nel mondo».
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