La giornata della Commemorazione della strage del 2 Agosto 1980 a Bologna

Consiglio Regionale, Politica, ToscanaCon 0 commenti

img_0431 img_0432

 

Il il racconto della giornata del 2 Agosto.

 

Una commemorazione silenziosa, composta, partecipata quella del 37* Anniversario della strage alla stazione di Bologna: presenti i gonfaloni e le rappresentanze istituzionali dei Comuni e delle Regioni d’Italia, ma sopratutto tanti cittadini che ricordano i giorni dolorosi dell’attentato come una ferita ancora aperta nel cuore della loro città. Prima il corteo lungo via dell’Indipendenza con i Gonfaloni, poi il concentramento nella piazza della stazione e l’intervento di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari vittime della strage alla stazione di Bologna, il minuto di silenzio alle 10.25, la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’intervento del sindaco di Bologna, Virginio Merola.

“La storia non si archivia”, ha dichiarato Paolo Bolognesi. Le Istituzioni, i governi devono essere i custodi del ricordo e della memoria, ma devono avere il coraggio di cercare tutta la verità: questo, per la strage di Bologna, come per tante altre stragi della storia del dopoguerra in Italia, non è avvenuto. L’archiviazione per i mandanti dell’attentato terroristico che ancora non sono stati individuati, la digitalizzazione degli archivi dei Ministeri che permetterebbe di approfondire le indagini ma che viene ostacolata e osteggiata, la desecretazione degli atti che non è consentita, la resistenza metodica che apparati dello Stato continuano a fare, in ogni modo e ancora oggi, nei confronti della ricerca della verità, dimostrano che non si vuole fare giustizia fino in fondo. E non se ne comprendono le ragioni effettive e reali, a tanti anni di distanza.

La strage alla stazione di Bologna è sicuramente l’atto terroristico più grave avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra e uno degli ultimi della “strategia della tensione” che destabilizzò la vita politica ed istituzionale del nostro paese in senso eversivo, antidemocratico e neofascista, prendendo avvio con la strage di Piazza Fontana a Milano, il 12 Dicembre del 1969. L’attentato provocò 85 morti e oltre 200 feriti e fu compiuto come parte di un progetto di sovvertimento dello stato democratico ideato e portato avanti da gruppi neofascisti e servizi segreti tra il 1969 e il 1980, un “atto infame e vergognoso”, come lo ha definito Sergio Mattarella nel suo messaggio, di cui ancora oggi non si conoscono i mandanti, ma solo gli esecutori materiali, i fascisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, appartenenti ai Nar (Nuclei armati rivoluzionari). La “strategia della tensione”, le bombe e le morti civili furono, in quegli anni, un attacco reale alla democrazia repubblicana, un attacco sistematico e programmato all’idea del compromesso storico di Moro e Berlinguer sui cui mandanti non si è fatta luce fino in fondo, come non si è mai indagato approfonditamente sul ruolo che nella strage di Bologna ha avuto la loggia massonica della P2.

Ho provato una profonda emozione ad essere a Bologna questa mattina: la lunga marcia silenziosa in via dell’Indipendenza, i volti dei cittadini di Bologna e la loro evidente commozione, le parole delle autorità, i numerosi gonfaloni provenienti da tutta Italia stretti intorno ad una città ancora ferita dopo 37 anni. Ho scorso con gli occhi i nomi delle vittime nella lapide in memoria della strage posta all’interno della stazione: la maggior parte sono giovani di venti anni o poco più e sulla loro morte prematura ancora non è stata fatta completa giustizia. Ho pensato a quanto fragile e precario sia uno stato che non è in grado di salvaguardare i giovani, che ne costituiscono l’unica possibilità di futuro. E di come sia possibile che le istituzioni democratiche siano di nuovo messe in pericolo da progetti eversivi, anche oggi, se non siamo in grado di opporvi una resistenza civile pari a quella di cui fu capace la città di Bologna dopo quella mattina del 2 Agosto 1980.

#2agosto1980
#stragediBologna
#pernondimenticare

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail