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PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA A SINDACO PER L’ALLEANZA CIVICA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA

SALA DELLA MUSICA

12 APRILE 2019

 

CHI SONO  (Sistema di valori,passione politica,ragioni della candidatura)

Buonasera a tutti e grazie per essere intervenuti, così numerosi, alla presentazione della mia candidatura a sindaco per l’Alleanza civica democratica e progressista. Ringrazio le persone che hanno parlato prima di me, i ragazzi – che stanno facendo un lavoro straordinario nel comitato elettorale e che costituiscono la speranza più autentica per la nostra città – gli adulti, e soprattutto le donne, tutte quante, che rappresentano, per me, un saldo punto di riferimento in questa esperienzache sono le elezioni amministrative 2019. Già ascoltando le loro parole potete comprendere, tutti voi, quanto io sia fortunata ad avere dei compagni di viaggio come loro.

Comincio raccontandovi chi sono, quali sono i miei valori di riferimento e le ragioni che mi hanno portato ad intraprendere questa avventura.

Mi chiamo Valentina Vadi, ho 46 anni e insegno Lingua e Letteratura italiana e latina al Liceo Scientifico “Benedetto” Varchi di Montevarchi, lo stesso che ho frequentato da studentessa. Mi sono laureata con 110 e lode in Lettere moderne a Firenze.

Sono appassionata di basket, sport che ho praticato a livello agonistico nella squadra della mia città. Adoro la poesia, i romanzi e il cinema. Sono stata tra i fondatori dell’associazione LiberArte – Amici della biblioteca e dei musei che promuove iniziative e attività culturali a San Giovanni Valdarno. La passione per la politica è nata negli anni in cui ero una studentessa ed è diventata impegno diretto e costante dal 2009, quando mi sono tesserata per la prima volta entrando a far parte della Segreteria del Partito Democratico di San Giovanni Valdarno. Nel 2013 sono stata eletta all’unanimità Segretario del Partito Democratico di San Giovanni Valdarno, incarico che ho ricoperto fino a due mesi fa, prima di candidarmi alle primarie del centro sinistra per il Comune. Nel 2015 sono stata eletta Consigliere regionale nel collegio elettorale della provincia di Arezzo, incarico che ricopro tuttora, e da allora sono in aspettativa dall’insegnamento.

Ho deciso di candidarmi alle primarie della “Alleanza democratica e progressista per San Giovanni” perché desidero poter fare qualcosa di concreto per la mia città. Non è stata una scelta facile da compiere, come mai sono facili le scelte importanti che si fanno nella vita. Sono stati, prima di tutto, l’amore per la mia città e vivere la politica come un servizio alla comunità ad avermi spinto a compiere questo passo in maniera definitiva. La politica – nel senso più nobile del termine – si fa laddove ce ne è più bisogno per tutti, non dove se ne ricava il maggiore utile per se stessi: questo il principio che mi ha sempre guidato nelle scelte che ho compiuto negli anni. Per queste ragioni, voglio impegnarmi, con dedizione, per San Giovanni e per  il Valdarno, facendo tesoro e mettendo a frutto l’esperienza maturata in questi anni in Consiglio Regionale, assumendo in prima persona le responsabilità di cui il presente ci impone di farci carico, con coraggio, fiducia ed impegno. Credo da sempre nel progetto di un Centro sinistra, unito, laico e riformista, che riconosce tra i propri valori di riferimento la solidarietà, la tutela dei più deboli, l’uguaglianza delle opportunità, la lotta contro ogni disuguaglianza sociale, la difesa dei diritti individuali.

L’ALLEANZA CIVICA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA

L’Alleanza civica democratica e progressista è il campo di Centro Sinistra entro il quale nasce e matura la mia candidatura a sindaco, Alleanza di cui il Partito Democratico si è fatto promotore fin dalla fine del dicembre 2018, quando ancora ricoprivo la carica di segretario di partito, e che ha visto l’adesione di Liberi e Uguali, e di una forte componente civica che ha, sin da subito, preso atto della esistenza di una proposta politica autentica ed innovativa per la nostra città.

Con convinzione ho creduto alla necessità, in questa nuova tornata elettorale e nell’attuale scenario locale e nazionale, di una apertura del Partito Democratico alla città, alle forze politiche, così come a tutte quelle energie cittadine che, riconoscendosi nei valori del centro sinistra, intendono costruire un progetto innovativo per San Giovanni. Sono convinta che serva una prospettiva nuova – fatta di valori, idee, proposte, concretezza e competenza, e con una visione della città che vada oltre il presente -, che sia e diventi la prospettiva e la proposta di una collettività, perché siamo in un tempo in cui è necessaria una collettiva assunzione di responsabilità, anche nel governo della cosa pubblica a livello locale. Per mettere insieme, promuovere e far conoscere, ed attuare un progetto di questo tipo è necessaria la partecipazione e la collaborazione di tante persone che ne riconoscano gli intenti ed il valore, e che in questo progetto si riconoscano e sentano di potersi mettere in gioco per il futuro della città.

Ritengo sia necessario un approccio nuovo che avvicini i cittadini alla cosa pubblica e ne coniughi bisogni ed aspettative, che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile, concreta e consapevole al bene comune, che è una responsabilità di tutti, non solo di chi, in un determinato momento, si trova ad amministrare. Abbiamo, pertanto, promosso la costituzione di una Alleanza civica, democratica, progressista, di centro sinistra per il governo della città aperta a tutte le energie e le forze attive, vitali ed operose che vi sono, che abbiano a cuore San Giovanni e siano disponibili a fare la propria parte, con responsabilità e amore per la cosa pubblica, per costruire insieme, la San Giovanni dei prossimi anni, con una visione ed un’idea concreta di futuro.Per noi, Alleanza civica, nuovo civismo, non vogliono dire ritorno alla città murata, chiusa nei propri confini municipali, ma attenzione nuova ai bisogni dei cittadini di questa comunità, al territorio – al centro come alle periferie -, vogliono dire avere consapevolezza che i confini geografici non garantiscono e non proteggono più nessuno e che l’identità di San Giovanni deve essere, autorevolmente, rappresentata negli scenari sovracomunali in cui le politiche dei rifiuti, della sanità, dei trasporti, della scuola, del lavoro, dell’ambiente, dei giovani, trovano terreno privilegiato di confronto, di discussione e di risoluzione dei problemi. Questo è il senso ‘politico’ di questa apertura alla città e lo scenario ‘civico’ di cui ci facciamo promotori.

L’Alleanza civica, democratica, progressista, di centro sinistra per la quale mi candido a fare il sindaco, ha lo scopo di ricostruire un’idea civile e culturale di San Giovanni che, anche a livello locale, possa frenare e fermare, con la concretezza dei contenuti, la competenza delle persone e saldi valori, l’avanzata dei pericolosi populismi odierni.

Il perimetro della Alleanza civica, democratica e progressista per San Giovanni è la condivisione dei valori fondanti dell’area del Centro Sinistra, che sono, non solo rintracciabili e appartengono alla nostra storia e alla nostra tradizione politica il rispetto dell’altro, la dignità, la solidarietà, la credibilità, l’onestà, il riconoscimento e l’aiuto reciproco, la legalità, la tutela e la difesa dei più deboli, la giustizia sociale, la lotta contro le discriminazioni e le diseguaglianze – ma sono anche pronti ad essere innovati e letti nell’ottica dei nuovi bisogni delle persone. A questi si uniscono temi e priorità che costituiscono la proposta programmatica, che sono nati dal confronto e dalla condivisione interni a questa Alleanza, e che hanno preso forma compiuta con i tavoli tematici di lavoro e nelle linee programmatiche che a breve indicherò.

Le primarie, che hanno costituito il passaggio intermedio di questo percorso e alle quali mi sono candidata a seguito di un appello rivoltomi da numerosi sottoscrittori (iscritti al Partito Democratico, simpatizzanti di centro sinistra, e cittadini), hanno determinato un coinvolgimento ampio dei cittadini di San Giovanni (2223 votanti, lo ricordo) che si sono sentiti parte di un progetto collettivo, nuovo, destinato a cambiare la nostra città, un progetto che è cresciuto con il passare dei giorni e al quale si sono unite, spontaneamente, tante persone, soprattutto tanti giovani. Di questo vorrei ringraziare chi ha condiviso con me questa esperienza, Andrea Frosali che saluto, per la lealtà mostrata nella competizione, e perché, insieme a me, è stato autore di questo coinvolgimento collettivo, che in parte ci ha perfino sorpreso, in grado di convogliare ed appassionare ‘alla cosa pubblica’ energie nuove, che troveranno piena ed armonica valorizzazione all’interno del nostro progetto e della nostra proposta politica unitaria per la città.
Voglio provare a scrivere una pagina nuova nella storia di questo Comune, con una discontinuità forte – pur rimanendo saldi i valori che sono irrinunciabili – rispetto alle scelte del passato più recente, una discontinuità nell’atteggiamento e nella modalità con cui si affrontano le questioni amministrative, nella cura e nella presa in carico delle medesime, nell’ascolto e nella attenzione alle esigenze e alle richieste dei cittadini.

I TEMI (Ambiente, Cultura e istruzione, Il governo e la cura del territorio urbano, San Giovanni nel contesto del Valdarno, Le politiche sociali, l’inclusione, la sicurezza, L’economia, Lo sport, La macchina amministrativa, Un nuova forma di partecipazione, la cittadinanza attiva)

Ritengo sia prioritario riportare al centro della agenda politica ed amministrativa il tema dell’Ambiente in una molteplicità di aspetti e declinazioni, dalla raccolta dei rifiuti che deve avere come obiettivo l’aumento della raccolta differenziata diminuita negli ultimi anni a San Giovanni, alla qualità dell’aria; alla mobilità sostenibile e la rete delle ciclabili che devono essere terminate in molte parti della città (Oltrarno, Ponte alle Forche Porcellino) e potenziate; al rafforzamento del tpl urbano (la circolare urbana) che dovrà essere potenziata nelle soste che dovranno coprire ogni estremità del Comune; alle fonti energetiche rinnovabili per gli edifici pubblici, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle scuole comunali che deve essere una priorità insieme alla loro messa in sicurezza (ricorrendo ai bandi della Regione Toscana ai quali fino ad ora non è stato attinto), alla ripubblicizzazione del servizio idrico, all’impegno verso una diminuzione della produzione dei rifiuti, alla educazione al rispetto dell’ambiente naturale in tutte le sue componenti, alle forme di premialità per i cittadini che compiono azioni quotidiane virtuose di rispetto dell’ambiente (sconti nella bolletta della tari per chi differenzia nella raccolta dei rifiuti) e di controllo e sanzione pecuniarie severe per chi non rispetta l’ambiente naturale (abbandoni dei rifiuti e di ingombranti) . La Cultura e l’istruzione, con la valorizzazione del sistema museale municipale (inserito nella cornice complessiva del sistema museale del Valdarno), la nuova Biblioteca e il Cinema Teatro Comunale che devono essere completati, la presenza e la valorizzazione del più importante Polo Scolastico di vallata a cui si aggiunge un Centro di alta formazione superiore, quale il Centro di Geotecnologie. Da un punto di vista educativo, didattico e per arricchire la proposta formativa sarebbe necessario che gli Istituti Comprensivi riuscissero a progettare insieme (PON) e che l’amministrazione comunale costituisse un facilitatore in questa direzione. Progettazione anche in verticale tra Istituti Comprensivi e Polo scolastico Superiore, e sempre ruolo importante di supporto per questa progettazione che serve a far pervenire finanziamenti ministeriali alle scuole del Comune, da parte della Amministrazione Comunale. Un obiettivo importante – pur valorizzando quanto gli Istituti Comprensivi di San Giovanni già fanno in termini di continuità tra nido e scuola della infanzia – è costituire, in uno dei due Istituti Comprensivi, il polo di sperimentazione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino ai 6 anni (il cosidetto 0-6) che è finanziato dal Ministero della Istruzione e che sarebbe una importante risposta educativa per il nostro comune, ma anche di welfare per le famiglie e per le donne che lavorano.

San Giovanni deve acquisire il ruolo di città della Cultura, in Valdarno, ne ha tutte le caratteristiche e le potenzialità, promovendo una progettualità culturale di prestigio e di alto livello – che riguardi le più diverse arti – e con la quale dovrà caratterizzarsi e porsi in evidenza. Nell’ambito di una attenzione e valorizzazione delle periferie della città, sarà necessario portare eventi culturali nei quartieri periferici, favorendo – con la circolare municipale (tpl) – il collegamento delle periferie verso il centro storico per gli eventi culturali che si svolgono nel Centro Storico.

Il Governo e la cura del territorio urbano (del centro e delle periferie della città, soprattutto delle periferie confinanti, perché la qualità della vita e le opportunità devono essere le medesime per chi vive nei quartieri periferici e in quelli del centro, in quelli residenziali e in quelli popolari) con l’impegno, prioritario, alla manutenzione, alla cura, al decoro e alla pulizia dell’ambiente urbano in ogni sua parte, con i progetti di rigenerazione urbana che possono trovare finanziamento nei bandi regionali (e che, anche in questo caso non sono mai stati attinti), le opere pubbliche da completare (Nuova Biblioteca e Teatro Comunale), gli interventi nelle Aree a Nord di San Giovanni (Area di Sant’Andrea, zona dei Fondali) e a Sud  (Zona Lucheria), la soluzione per l’area del vecchio ospedale (Borgo Arnolfo). San Giovanni nel contesto del Valdarno deve acquisire forza e centralità e lavorare per consolidare il peso complessivo di questo territorio, favorendo una collaborazione efficace sulle questioni delle infrastrutture, della mobilità, del lavoro e delle attività produttive di vallata, del turismo e della cultura, e su questo piano sovra comunale portare una posizione ferma su questioni quali la chiusura al 2021 della Discarica di Casa Rota, la tutela e la salvaguardia dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia che deve continuare a fornire ai cittadini del Valdarno servizi ospedalieri e sanitari di qualità. La Partecipazione perché siano messe a punto strategie e strumenti nuovi affinché sia e rimanga viva e reale la partecipazione dei cittadini alle scelte e alla vita amministrativa del Comune, perché ci sia condivisione nelle scelte e una presenza capillare della amministrazione comunale nei quartieri cittadini. Per non disperdere e deludere, e quindi rafforzare e sistematizzare la partecipazione dei giovani alla vita pubblica – che è la vera novità di questa campagna elettorale – sarà promossa la costituzione di una Consulta dei giovanicome luogo di emersione e di ascolto delle loro necessità, problematiche, idee e proposte che arriveranno al Consiglio Comunale. Sarà, anche, istituito un tavolo permanente di raccordo tra i referenti dei quartieri della città e l’amministrazione comunale come luogo di confronto, di filtro dei bisogni e di verifica degli obiettivi stabiliti per ogni singolo quartiere.

Le Politiche sociali, l’inclusione, il tema della sicurezza. Sarà massima l’attenzione e la garanzia dei servizi alla persona per i giovani, gli anziani, i disabili, i disoccupati, per chi vive in una condizione di marginalità sociale.

A noi sta a cuore la sicurezza della nostra città, e vogliamo che le famiglie e i cittadini vivano sicuri e quieti nelle loro case, ma per noi la sicurezza si costruisce con la fiducia nelle forze dell’ordine – preposte dalla Costituzione a tutela e difesa dell’ordine pubblico – e attraverso la diffusione della conoscenza, della cultura, dell’istruzione, della formazione, attraverso la scuola e attraverso tutti i luoghi che consentono di costruire senso di comunità, rapporti e relazioni tra le persone. E’ il compito più difficile e faticoso che la politica ha – tenere insieme le persone, non dividerle nella lotta di alcuni contro altri – al quale il centro sinistra non può sottrarsi, a meno che non voglia inseguire la destra con formule e su un terreno che non è mai stato suo proprio. Sicuro è aggettivo che discende dal latino, Sine Cura, e significa, letteralmente, “senza preoccupazione”: la sicurezza, come assenza di preoccupazione, è un fatto culturale, anche, e discende dalla capacità di costruire relazioni e rapporti, mentre un clima violento, ostile nelle parole e negli atti, non diminuisce ma accresce sensibilmente l’insicurezza delle persone. Per queste ragioni, in un presente quale quello in cui viviamo, è necessario che il centro sinistra torni ad una larga partecipazione, con un progetto politico che rilanci la sfida democratica contro odio, paure, solitudini, rancori. Io credo, e sono convinta, che noi dobbiamo avere il coraggio di andare nella direzione opposta rispetto a quella di chi alimenta odio, divisione, costruzione quotidiana di un nemico ad ogni costo, faticosamente impegnandoci per ricomporre e ricucire legami e relazioni all’interno delle nostre comunità cittadine. Questo è l’impegno e la responsabilità che come centro sinistra abbiamo e che non possiamo deludere né fallire. Il cambiamento che porteremo in questa città – nella fedeltà ai nostri valori irrinunciabili – si concreterà nella voglia di ricostruzione del tessuto sociale, nella riscoperta di una nuova comunità solidale e partecipata, nella attenzione ai cittadini più deboli, ai giovani e alle loro specifiche problematiche in divenire continuo, e talvolta sfuggenti ad ogni previsione sociologica, nella accoglienza e nella inclusione, nella costruzione di una comunità responsabile.

Controllo e presidio del territorio urbano: ricorso ai bandi regionale per aumentare il numero delle telecamere nel territorio comunale, impiego della polizia municipale nel presidio e nel controllo del territorio.

Le attività produttive, il commercio, il terziario, i servizi, il turismo: credo che gli interventi da fare a San Giovanni siano numerosi e che bisognerà tirarsi su le maniche e farsi da una parte, ma se prioritariamente non si restituisce una fisionomia produttiva ed economica a questa città, non si potrà fare tutto il resto che c’è da fare. Quindi prima di tutto sarà importante supportare, con strategie adeguate, l’economia (commercio ed insediamenti produttivi).

Il commercio, che dalla fine della fase industriale tradizionale, è diventata una delle fonti di reddito più importanti per la nostra città, ma che sta attraversando adesso una fase critica, legata e numerosi fattori, e che deve essere rilanciato attraverso idee, proposte, strategie mirate, non improvvisate, ma frutto di una collaborazione sinergica con chi ha le competenze relative a questo settore. Ma non penso che San Giovanni possa fermarsi qui e fare a meno di attività produttive ad alta occupabilità e che generano reddito: credo sia necessario individuare ed impegnarsi a gettare le basi, nella nostra città, di uno sviluppo produttivo legato alla industria digitale, alla industria 4.0, alla intelligenza artificiale, un Hub dedicato alla innovazione, creandone le condizioni, sia formative sia di attrattività di insediamento, e localizzandolo in una zona che ancora oggi attende di avere fisionomia definita e certa, ma che sarebbe adatta a questo scopo (all’Area di Sant’Andrea), privilegiando insediamenti a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica (“start up di green economy). Per quanto riguarda il turismo, San Giovanni ha potenzialità importanti, ma non adeguatamente sfruttate: manca una struttura ricettiva che possa accogliere i turisti (mancano alberghi), pochi sono i ristoranti, gli esercizi commerciali hanno orari che non risultano adeguati al ‘turismo’. Sarà necessario un cambio forte di mentalità, un progetto concreto perché i flussi consistenti che si concentrano in alcune zone del Valdarno (Outlet di Rignano e Campeggi di Cavriglia e Figline), possano indirizzarsi e convogliare anche verso il nostro comune e che tutte le istituzioni preposte alla promozione del territorio – a partire dalla Pro Loco – lavorino in questa direzione con determinazione. La costituzione dell’ambito turistico del Valdarno, composto dagli otto comuni del Valdarno aretino, rappresenta senz’altro una opportunità importante, con 95 mila euro che la Regione Toscana mette a disposizione per sviluppare e potenziare le attività turistiche anche nel nostro Comune.

Le strutture sportive sono numerose nel nostro territorio comunale e molte sono di proprietà pubblica, municipale, ma si trovano in condizioni generali non buone: sono vecchie, manca la manutenzione, gli arredi sono datati. In questa prospettiva dovranno essere intraprese tutte le azioni possibili per rinnovare e valorizzare il patrimonio di queste strutture, dove i ragazzi e le ragazze trascorrono la gran parte del proprio tempo. Cercare finanziamenti pubblici (regionali, statali, europei, credito sportivo), ma anche valorizzare gli investimenti privati, o comunque, creare le condizioni perché gli imprenditori del territorio costituiscano una risorsa e un supporto fondamentale in questa direzione, in sinergia con il pubblico.

Quando penso al futuro di questa città, quando penso a cosa potrei fare io per questa città, ritorno a quelle che sono le mie origini, a quello che è il mio mestiere di insegnante: nonostante qualcuno possa pensare che io sia una ‘professionista’ della politica, sono in realtà solo tre anni che sono in aspettativa e fino al 2015 ho svolto il mio lavoro di insegnante al Liceo Scientifico di Montevarchi, come docente di letteratura italiana e latina. Come insegnante ho sempre svolto il mio mestiere convinta di avere un unico scopo, importante: aiutare i giovani a trovare la propria strada nella vita, aiutarli a crescere, a diventare uomini e donne con saldi valori morali, in modo che sia consentito, per ognuno di loro,  “il pieno sviluppo della persona umana”.

Per questo, quando penso al futuro di questa città, quando penso a cosa potrei fare io per San Giovanni, credo che l’impegno più importante è la possibilità che questa città garantisca la crescita migliore per le giovani generazioni, perché trovino il proprio posto nella vita e su quello declinare le azioni prioritarie della politica, che sono quelle che ho indicato prima: i ragazzi e le ragazze, fin da piccoli, devono potere studiare in scuole sicure, confortevoli, accoglienti; devono avere garantiti luoghi di aggregazione sociale dove trascorrere il tempo che non passano a scuola o in famiglia, strutture sportive adeguate e moderne, perché lo sport è salute fisica e mentale, è strumento di costruzione di relazioni e legami sociali; devono avere luoghi per accrescere la propria cultura e svagarsi; infine devono poter trovare anche un lavoro, da qui l’impegno di cui ho parlato poco sopra. Tutti noi adulti – qualsiasi sia il nostro ruolo (genitori, insegnanti, allenatori, educatori, catechisti, e altro ancora) – abbiamo questa enorme responsabilità verso le giovani generazioni, una responsabilità alla quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci, anche, e soprattutto, nella veste di attori politici in una comunità cittadina.

Sono convinta che questo progetto nuovo per San Giovanni, che ho tratteggiato, debba essere realizzato con umiltà, riconoscendo gli errori compiuti, disponibili ad accogliere le critiche, i suggerimenti e le proposte sollecitate, e ponendo in evidenza anche le difficoltà che, oggi, sono insite nell’amministrazione di un Comune come il nostro – difficoltà e ristrettezze di bilancio e di efficienza della macchina burocratica ed amministrativa – tenendosi, pertanto, responsabilmente lontani da avanzare promesse demagogiche che non potranno vedere mai una realizzazione concreta, predisponendo tuttavia una programmazione precisa delle politiche nei vari ambiti e settori, e sottraendo l’indirizzo e la scelta all’estemporaneità e alla casualità del momento contingente, richiedendo queste, invece, competenze specifiche e specifiche professionalità. Sarà necessaria una organizzazione della macchina amministrativa comunale che la renda più efficiente ed efficace – rispondente alle necessità dei cittadini, delle imprese, dei liberi professionisti – e sarà questa la precondizione perché gli indirizzi politici possano tradursi in concrete azioni in ogni ambito e settore. Inoltre, considerate le ristrettezze del bilancio comunale, sarà necessario mettere in piedi un gruppo di lavoro, altamente competente, dedicato al reperimento delle risorse, attraverso sopratutto la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei fino a questo momento raramente partecipati dal nostro Comune. Nei momenti di crisi e difficoltà economica è necessario avere idee, merito, competenze: le menti migliori dovranno essere impegnate nel governo della città e nella realizzazione di questo progetto per San Giovanni.

Competenza, serietà, concretezza, passione, amore e cura per la nostra città, queste devono esserele qualità e le caratteristiche di chi intraprenderà e caricherà sulle proprie spalle,  in senso metaforico e reale, la realizzazione di questa proposta nuova per San Giovanni, considerando il proprio impegnocome un servizio reso alla comunità.

Accanto ad un progetto nuovo e ad una nuova prospettiva con lo sguardo rivolto al futuro, a cosa dovrà essere e diventare la nostra città nei prossimi anni, è necessario promuovere un modo di fare politica che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile. Le scelte politiche ed amministrative importanti e qualificanti devono passare da un processo partecipativo dal basso e non possono e non devono essere calate dall’alto. Inoltre, la politica, l’amministrazione,devono stare a fianco, accanto – non sopra, in atteggiamento dirigistico – alle associazioni, agli attori sociali che assumono – per fare, solo, un esempio – l’iniziativa della progettazione e della innovazione sociale, favorevolmente disposti a cedere parte del potere che, tradizionalmente, la politica ha sempre avuto. Personalmente sono convinta che sia necessario questo cambiamento di mentalità e di paradigma, per affrontare i tempi nuovi che abbiamo di fronte e per favorire un coinvolgimento ed una partecipazione ampia della cittadinanza, che porta con sé la creazione di legami, di relazioni, e la costruzione di valori. Accanto a questo, trasformando i progetti di innovazione sociale e gli esempi di cittadinanza attiva, già presenti nella nostra comunità, in modelli di buone pratiche, sarà obiettivo prioritario promuovere la diffusione di ‘un nuovo senso civico’, di amore per la cosa pubblica di cui ciascuno deve sentire la responsabilità della cura e della tutela, perché subentrino ad atteggiamenti sempre più diffusi di disaffezione, e consentano di ricucire i legami forti e le reti sociali, le relazioni ed i rapporti, ri-costruendo il senso di appartenenza e di comunità disgregatosi negli anni per molteplici ragioni e fattori.

E necessario costruire un progetto credibile per la nostra città in grado di dare risposte e che abbia il consenso dei cittadini, con un programma che sarà fatto conoscere bene, a fondo, spiegato con chiarezza e semplicità, portato nelle famiglie, nelle piazze, nei circoli, attraverso un lavoro attento, preciso, impegnativo e faticoso, “casa per casa, strada per strada.

Il nostro progetto non sarà contro qualcuno, ma per San Giovanni e per i sangiovannesi, percostruire insieme il futuro della nostra città, con convinzione, speranza ed entusiasmo.

La ‘classe dirigente’ – per utilizzare un termine tecnico della ‘politica’ -, le persone – termine che io preferisco – che mi accompagneranno in questa esperienza saranno figure amate, stimate, apprezzate nella comunità cittadina con le qualità della credibilità, della affidabilità, della serietà, dell’operosità, della concretezza, dello spirito di iniziativa, unite alle competenze individuali, e che non cerchano nella politica rendite di posizione, relazioni sociali o appagamento di personali ambizioni, ma che intendano e vivano il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

UNA SFIDA POSSIBILE

Ho coscienza che si tratta di un’impresa non facile, ma ritengo che sia, comunque, una ‘sfida possibile’, perché la politica è sogno, è visione prospettica del futuro è, e deve continuare a essere, la speranza di lasciare una realtà migliore di quella ereditata da chi ci ha preceduto. Sono convinta che una ‘buona politica’, un ‘buon governo del territorio’ siano il dono più bello che si possa consegnare alle generazioni future, e che è adesso, ed ora, il tempo della nostra responsabilità, che dobbiamo vivere ed intraprendere con fiducia e coraggio.

Sono arrivata alla fine di questa presentazione in cui ho cercato di farvi conoscere chi sono io, le persone che sono e saranno insieme a me, che cosa vogliamo portare nella vita politica della nostra città, come immaginiamo San Giovanni nei prossimi anni. Vi saluto tutti e vi ringrazio di essere venuti qui, questa sera. Da domani riprenderà, con la stessa convinzione di sempre, la nostra campagna elettorale, fatta di ascolto delle persone, di spostamento di luogo in luogo, di esperienza, di idee che si arricchiranno di suggerimenti ad ogni incontro, ad ogni mercato, ad ogni iniziativa, perché la politica, quella che per me è sogno, speranza e visione prospettica del futuro, si fa insieme. Tra pochi giorni sarà il 25 Aprile, una festa che vorrei non dimenticassimo o rimuovessimo come sta cercando di fare, in questi giorni, vergognosamente un Ministro di questa Repubblica, perché da quella storia e da quelle radici noi tutti veniamo. Per me, il 25 Aprile, ha, ogni anno, un doppio valore e un doppio significato: è la Liberazione dell’Italia, è la Resistenza e la Costituzione repubblicana da oltre 70 anni, ed è il giorno in cui sono nata.

Vi lascio con due frasi.

Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà” (Aldo Moro, 1978).

«La responsabilità è la cura per un altro essere quando venga riconosciuta come dovere. Proprio l’avvenire di ciò di cui si ha la responsabilità costituisce la dimensione futura più autentica della responsabilità» (Hans Jonas, Il principio di responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, 1979).

Queste parole, pronunciate a pochi mesi di distanza l’una dall’altra da Aldo Moro e Hans Jonas, spiegano bene il significato ultimo del mio impegno e della responsabilità che sento, dentro di me, nei confronti di questa città e delle generazioni future. Guardateci bene, guardateci tutti, NOI siamo tutti qui: siamo una generazione di trenta quarantenni e qualcosa in più o qualcosa in meno – chevogliono, responsabilmente, prendere in mano la guida di questa città, perché amiamo San Giovanni, in maniera appassionata e disinteressata.

Aiutateci a farlo, noi non vi deluderemo.

Grazie di cuore a tutti voi.

PRESENTAZIONE DEI TRE SIMBOLI E DELLE TRE LISTE - SLIDE

SGV2024: SIMBOLO DELLA ALLEANZA CIVICA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA

ALLA PRESENTAZIONE DELLE LISTE E AI CANDIDATI SARA’ DEDICATO UNA INIZIATIVA IL 4  DI MAGGIO PROSSIMO.

PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE DELLA ALLEANZA CIVICA, DEMOCRATICA E PROGRESSISTA.

SALA DELLA MUSICA 21 FEBBRAIO 2019

Buonasera a tutti. Ringrazio l’Alleanza civica Democratica e progressista per San Giovanni – ed i suoi rappresentanti – per il lavoro, prezioso, che hanno svolto fino a questo momento e che ci ha portato alla iniziativa ‘fondativa’ di questa sera. Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte e dato il proprio contributo di idee nei tavoli di lavoro che sono stati impegnati nelle settimane scorse e che hanno relazionato poco fa. Ringrazio e saluto tutti i cittadini presenti in sala.

Credo che questa sera si raccolgano i frutti – importanti – di un lavoro fondamentale di costruzione di un fronte ampio di forze politiche e cittadine per affrontare le elezioni amministrative di maggio, promosso dal Partito Democratico a partire dalla fine del 2018, e nel quale, personalmente ho creduto fortemente fin da subito e per il quale mi sono spesa in prima persona fintanto che ho ricoperto il ruolo di segretario del PD cittadino.

In questo mio intervento vorrei, da un lato, raccontare le ragioni e le motivazioni che hanno determinato la mia candidatura e dall’altra indicare quali sono le priorità programmatiche e che idea di città ho in mente per il presente ed il futuro di San Giovanni, muovendomi, naturalmente,nell’ambito del programma delineato dai tavoli di lavoro della Alleanza.

Facendo una ricostruzione quasi ‘storica’, l8 di Gennaio, nel corso di una Assemblea del Partito Democratico di San Giovanni Valdarno mi fu rivolto un appello da numerosi sottoscrittori (iscritti, simpatizzanti e cittadini) affinché dessi la mia disponibilità per una candidatura a Sindaco nelle prossime elezioni amministrative, nell’ambito di quella Alleanza democratica e progressista che stavamo cercando di costruire e mettere a punto. In quella occasione, essendo i tempi prematuri e non avendo ancora garanzia effettiva che l’Alleanza ponesse solide basi per costituirsi, ringraziaiper l’appello rivoltomi e per la stima e la fiducia riposta nella mia persona, rispondendo che mi sarei dedicata, insieme agli altri, alla costruzione di questo fronte ampio di forze politiche e cittadini che si riconoscono nei valori del Centro Sinistra – progetto nel quale credo fermamente e con convinzione – e solo una volta avuta garanzia che il percorso ed il progetto avessero gambe per correre, avrei sciolto la mia riserva.

L’iniziativa che si è svolta martedì 22 Gennaio alla Sala della Musica, e che ha visto una folta partecipazione da parte della cittadinanza, ha sancito la nascita, effettiva, della Alleanza civica, democratica e progressista per San Giovanni, con l’adesione di forze politiche e cittadini che si riconoscono nei valori del centro sinistra, ha visto la composizione di tavoli tematici di lavoro con lo scopo di attivare la partecipazione e individuare alcune idee che faranno parte nel programma elettorale.

A questo punto, avviato il percorso su solide basi, il 24 Gennaio scorso ho risposto all’appello rivoltomi, comunicando la decisione di dare la mia disponibilità alla candidatura a sindaco e, insieme, ho rassegnato le dimissioni da segretario del PD cittadino, ruolo che fino ad quel momentoavevo svolto con trasparenza di condotta, ma che ora non era più compatibile con il passo che mi ero apprestata a compiere.

Nel ringraziare quanti hanno sottoscritto l’appello dell’8 di Gennaio e quanti, nei giorni precedenti a quella decisione, mi hanno sollecitato ad un impegno diretto nel mio Comune, vorrei indicare brevemente le ragioni che mi hanno spinto verso questa direzione e a compiere questa scelta, che non è stata facile da prendere, come mai sono facili da compiere le scelte importanti che si fanno nella vita. Credo, però, che siano stati, prima di tutto l’amore per la mia città e il vivere la politica come un servizio ad avermi spinto a compiere questo passo in maniera definitiva. La politica – nel senso più nobile del termine – si fa laddove ce ne è più bisogno per tutti, non dove se ne ricava il maggiore utile per se stessi: questo il principio che mi ha sempre guidato nelle scelte che ho compiuto negli anni.

Con convinzione, fin da subito, ho creduto alla necessità, in questa nuova tornata elettorale e nell’attuale scenario locale e nazionale, di una apertura del Partito Democratico alla città, alle forze politiche, così come a tutte quelle energie cittadine che, riconoscendosi nei valori del centro sinistra, intendono costruire un progetto innovativo per San Giovanni. Credo che serva una prospettiva nuova – fatta di valori, idee, proposte, concretezza e competenza, e con una visione della città che vada oltre il presente -, che sia e diventi la prospettiva e la proposta di una collettività, perché siamo in un tempo in cui è necessaria una collettiva assunzione di responsabilità, anche nel governo della cosa pubblica a livello locale. Per mettere insieme, promuovere e far conoscere, ed attuare un progetto di questo tipo è necessaria la partecipazione e la collaborazione di tante persone che ne riconoscano gli intenti ed il valore, e che in questo progetto si riconoscano e sentano di potersi mettere in gioco per il futuro della città.

Sono convinta che sia necessario un approccio nuovo che avvicini i cittadini alla cosa pubblica e ne coniughi bisogni ed aspettative, che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile, concreta e consapevole al bene comune, che è una responsabilità di tutti, non solo di chi, in un determinato momento, si trova ad amministrare.

L’Alleanza civica, democratica, progressista, di centro sinistra per il governo della città – per la quale ho dato la mia disponibilità alla candidatura – ha lo scopo di ricostruire un’idea civile e culturale di San Giovanni che, anche a livello locale, possa frenare e fermare, con la concretezza dei contenuti, la competenza delle persone e saldi valori, l’avanzata dei populismi odierni.

Il perimetro di questa alleanza è la condivisione dei valori fondanti dell’area del Centro Sinistra, che sono, non solo rintracciabili e appartengono alla nostra storia e alla nostra tradizione politica – il rispetto dell’altro, la dignità (che qualcuno, correttamente, mi ha fatto notare che mancava come valore di riferimento), la solidarietà, la credibilità, l’onestà, il riconoscimento e l’aiuto reciproco, la legalità, la tutela e la difesa dei più deboli, la giustizia sociale, la lotta contro le discriminazioni e le diseguaglianze – ma sono anche pronti ad essere innovati e letti nell’ottica dei nuovi bisogni delle persone. A questi si uniscono temi e priorità che saranno costitutivi della proposta programmatica e che sono nati dal confronto e dalla condivisione interni a questa Alleanza, e che hanno preso forma compiuta con i tavoli di lavoro. Personalmente, ritengo sia prioritario riportare al centro della agenda politica ed amministrativa il tema dell’Ambiente in una molteplicità di aspetti e declinazioni, dalla raccolta dei rifiuti, alla qualità dell’aria, alla mobilità sostenibile e la rete delle ciclabili, alle fonti energetiche rinnovabili per gli edifici pubblici, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle scuole comunali, alla ripubblicizzazione del servizio idrico, alla educazione al rispetto dell’ambiente naturale in tutte le sue componenti, alle forme di premialità per i cittadini che compiono azioni quotidiane virtuose di rispetto dell’ambiente. La Cultura e l’istruzione, con la valorizzazione del sistema museale municipale (inserito nella cornice complessiva del sistema museale del Valdarno), la nuova Biblioteca e il Cinema Teatro Comunale che devono essere completati, la presenza e la valorizzazione del più importante Polo Scolastico di vallata a cui si aggiunge un Centro di alta formazione superiore, quale il Centro di Geotecnologie. San Giovanni deve acquisire il ruolo di città della Cultura, in Valdarno, ne ha tutte le caratteristiche e le potenzialità, promovendo una progettualità culturale di prestigio e di alto livello – che riguardi le più diverse arti – e con la quale dovrà caratterizzarsi e porsi in evidenza. Il Governo e la cura del territorio urbano (del centro e delle periferie della città, perché la qualità della vita e le opportunità devono essere le medesimi per chi vive nei quartieri periferici e in quelli del centro, in quelli residenziali e in quelli popolari) con l’impegno, prioritario, alla manutenzione, alla cura, al decoro e alla pulizia dell’ambiente urbano in ogni sua parte, con i progetti di rigenerazione urbanache possono trovare finanziamento nei bandi regionali (di qualche giorno fa la notizia di un nuovo finanziamento regionale in questa direzione), le opere pubbliche da completare, gli interventi nelle Aree a Nord di San Giovanni (Area di Sant’Andrea) e a Sud, la soluzione per l’area del vecchio ospedale. San Giovanni nel contesto del Valdarno deve acquisire forza e centralità e lavorare per consolidare il peso complessivo di questo territorio, favorendo una collaborazione efficace sulle questioni delle infrastrutture, della mobilità, del lavoro e delle attività produttive di vallata, e su questo piano sovra comunale portare una posizione ferma su questioni quali la chiusura al 2021 della Discarica di Casa Rota, la tutela e la salvaguardia dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia che deve continuare a fornire ai cittadini del Valdarno servizi ospedalieri e sanitari di qualità. LaPartecipazione perché siano messe a punto strategie e strumenti nuovi affinché sia e rimanga viva e reale la partecipazione dei cittadini alle scelte e alla vita amministrativa del Comune. Le proposte dei giovani per la città, come la immaginano, come la vorrebbero e il fatto che San Giovanni, che è il Comune anagraficamente più vecchio del Valdarno, debba riuscire a capitalizzare e trasformare in valore il fatto che tanti giovani e giovanissimi, per motivi di studio, ogni mattina vi giungono, ma non vi si soffermano che il tempo scandito dall’orario scolastico.

Le Politiche sociali, l’inclusione, il tema della sicurezza. A noi sta a cuore la sicurezza della nostra città, e vogliamo che le famiglie e i cittadini vivano sicuri e quieti nelle loro case, ma per noi la sicurezza si costruisce con la fiducia nelle forze dell’ordine – preposte dalla Costituzione a tutela e difesa dell’ordine pubblico – e attraverso la diffusione della conoscenza, della cultura, dell’istruzione, della formazione, attraverso la scuola e attraverso tutti i luoghi che consentono di costruire senso di comunità, rapporti e relazioni tra le persone. E’ il compito più difficile e faticoso che la politica ha – tenere insieme le persone, non dividerle nella lotta di alcuni contro altri – al quale il centro sinistra non può sottrarsi, a meno che non voglia inseguire la destra con formule e su un terreno che non è mai stato suo proprio. Sicuro è aggettivo che discende dal latino, Sine Cura, e significa, letteralmente, “senza preoccupazione”: la sicurezza, come assenza di preoccupazione, è un fatto culturale, anche, e discende dalla capacità di costruire relazioni e rapporti, mentre un clima violento, nelle parole e negli atti, non diminuisce ma accresce sensibilmente l’insicurezza delle persone. Altri temi saranno al centro del programma elettorale – Le attività produttive, il commercio, il terziario, i servizi, il turismo, lo sport : il commercio, che dalla fine della fase industriale tradizionale, è diventata una delle fonti di reddito più importanti per la nostra città, ma che sta attraversando adesso una fase critica, legata e numerosi fattori, e che dovrà essere rilanciato attraverso idee, proposte, strategie mirate, non improvvisate, ma frutto di una collaborazione sinergica con chi ha le competenze relative a questo settore. Ma non penso che San Giovanni possa fermarsi qui e fare a meno di attività produttive ad alta occupabilità e che generano reddito: credo sia necessario individuare ed impegnarsi a gettare le basi, nella nostra città, di uno sviluppo produttivo legato alla industria digitale, alla industria 4.0, alla intelligenza artificiale, creandone le condizioni, sia formative sia di attrattività di insediamento, e localizzandolo in una zona che ancora oggi attende di avere fisionomia definita e certa, ma che sarebbe adatta a questo scopo (mi riferisco all’Area di Sant’Andrea).

Quando penso al futuro di questa città, quando penso a cosa potrei fare io per questa città, ritorno a quelle che sono le mie origini, a quello che è il mio mestiere di insegnante: nonostante qualcuno possa pensare che io sia una ‘professionista’ della politica, sono in realtà solo tre anni che sono in aspettativa e fino al 2015 ho svolto il mio lavoro di insegnante – come alcuni di voi sanno – al Liceo Scientifico di Montevarchi, come docente di letteratura italiana e latina. Come insegnante ho sempre svolto il mio mestiere convinta di avere un unico scopo, importante: aiutare i giovani a trovare la propria strada nella vita, aiutarli a crescere, a diventare uomini e donne con saldi valori morali, in modo che sia consentito, per ognuno di loro, “il pieno sviluppo della persona umana”.

Per questo, quando penso al futuro di questa città, quando penso a cosa potrei fare io per San Giovanni, credo che l’impegno più importante è la possibilità che questa città garantisca la crescitamigliore per le giovani generazioni, perché trovino il proprio posto nella vita e su quello declinare le azioni prioritarie della politica, che sono quelle che ho indicato prima: i ragazzi e le ragazze, fin da piccoli, devono potere studiare in scuole sicure, confortevoli, accoglienti; devono avere garantiti luoghi di aggregazione sociale dove trascorrere il tempo che non passano a scuola o in famiglia, strutture sportive adeguate e moderne, perché lo sport è salute fisica e mentale, è strumento di costruzione di relazioni e legami sociali; infine devono poter trovare anche un lavoro, da qui l’impegno di cui ho parlato poco sopra. Tutti noi adulti – qualsiasi sia il nostro ruolo (genitori, insegnanti, allenatori, educatori, catechisti, e altro ancora) – abbiamo questa enorme responsabilità verso le giovani generazioni, una responsabilità alla quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci, anche, e soprattutto, nella veste di attori politici in una comunità cittadina.

Sono convinta che questo progetto nuovo per San Giovanni, che ho tratteggiato, debba essere realizzato con umiltà, riconoscendo gli errori compiuti, disponibili ad accogliere le critiche, i suggerimenti e le proposte sollecitate, e ponendo in evidenza anche le difficoltà che, oggi, sono insite nell’amministrazione di un Comune come il nostro – difficoltà e ristrettezze di bilancio e di efficienza della macchina burocratica ed amministrativa – tenendosi, pertanto, responsabilmente lontani da avanzare promesse demagogiche che non potranno vedere mai una realizzazione concreta, predisponendo tuttavia una programmazione precisa delle politiche nei vari ambiti e settori, e sottraendo l’indirizzo e la scelta all’estemporaneità e alla casualità del momento contingente, richiedendo queste, invece, competenze specifiche e specifiche professionalità. Sarà necessaria una organizzazione della macchina amministrativa comunale che la renda più efficiente ed efficace – rispondente alle necessità dei cittadini, delle imprese, dei liberi professionisti – e sarà questa la precondizione perché gli indirizzi politici possano tradursi in concrete azioni in ogni ambito e settore. Inoltre, considerate le ristrettezze del bilancio comunale, sarà necessario mettere in piedi un gruppo di lavoro, altamente competente, dedicato al reperimento delle risorse, attraversosopratutto la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei fino a questo momento raramente partecipati dal nostro Comune. Nei momenti di crisi e difficoltà economica è necessario avere idee, merito, competenze: le menti migliori dovranno essere impegnate nel governo della città e nella realizzazione di questo progetto per San Giovanni.

Competenza, serietà, concretezza, passione, amore e cura per la nostra città, queste devono essere le qualità e le caratteristiche di chi intraprenderà e caricherà sulle proprie spalle – io credo -, in senso metaforico e reale, la realizzazione di questa proposta nuova per San Giovanni, considerando il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

Accanto ad un progetto nuovo e ad una nuova prospettiva con lo sguardo rivolto al futuro, a cosa dovrà essere e diventare la nostra città nei prossimi anni, è necessario promuovere un modo di fare politica che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile. Le scelte politiche ed amministrative importanti e qualificanti devono passare da un processo partecipativo dal basso e non possono e non devono essere calate dall’alto. Personalmente sono convinta che sia necessario questo cambiamento di mentalità e di paradigma, per affrontare i tempi nuovi che abbiamo di fronte e per favorire un coinvolgimento ed una partecipazione ampia della cittadinanza, che porta con sé la creazione di legami, di relazioni, e la costruzione di valori. Accanto a questo, trasformando i progetti di innovazione sociale e gli esempi di cittadinanza attiva, già presenti nella nostra comunità, in modelli di buone pratiche, sarà obiettivo prioritario promuovere la diffusione di ‘un nuovo senso civico’, di amore per la cosa pubblica di cui ciascuno deve sentire la responsabilità della cura e della tutela, perché subentrino ad atteggiamenti sempre più diffusi di disaffezione, e consentano di ricucire i legami forti e le reti sociali, le relazioni ed i rapporti, ri-costruendo il senso di appartenenza e di comunità disgregatosi negli anni per molteplici ragioni e fattori.

E necessario costruire un progetto credibile per la nostra città in grado di dare risposte e che abbia il consenso dei cittadini, con un programma che dovrà essere fatto conoscere bene, a fondo, spiegato con chiarezza e semplicità, portato nelle famiglie, nelle piazze, nei circoli, attraverso un lavoro attento, preciso, impegnativo e faticoso, “casa per casa, strada per strada.

Un progetto che non dovrà essere contro qualcuno, ma per San Giovanni e per i sangiovannesi, per costruire insieme il futuro della nostra città, con convinzione, speranza ed entusiasmo.

In questo quadro di motivazioni si colloca la mia disponibilità ad una candidaturasollecitatadall’appello rivoltomi l’8 di Gennaio – nell’ambito della Alleanza civica, democratica e progressista di centro-sinistra per San Giovanni che si presenterà unita e compatta alle prossime elezioni amministrative, e che, in maniera unita e compatta affronterà, nelle settimane a venire, tutti gli impegni relativi alla campagna elettorale. La ‘classe dirigente’ – per utilizzare un termine tecnico della ‘politica’ -, le persone – termine che io preferisco – che vorrei mi accompagnassero in questa esperienza dovranno essere figure amate, stimate, apprezzate nella comunità cittadina con le qualità della credibilità, della affidabilità, della serietà, dell’operosità, della concretezza, dello spirito di iniziativa, unite alle competenze individuali, e che non cerchino nella politica rendite di posizione, relazioni sociali o appagamento di personali ambizioni, ma che intendano e vivano il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

Ho coscienza che si tratta di un’impresa non facile, ma ritengo che sia, comunque, una ‘sfida possibile’, perché la politica è sogno, è visione prospettica del futuro è, e deve continuare a essere, la speranza di lasciare una realtà migliore di quella ereditata da chi ci ha preceduto. Sono convinta che una ‘buona politica’, un ‘buon governo del territorio’ siano il dono più bello che si possa consegnare alle generazioni future, e che è adesso, ed ora, il tempo della nostra responsabilità, che dobbiamo vivere ed intraprendere con fiducia e coraggio.

«Il presente non è un potenziale passato, è il momento della scelta e dell’azione». Scrive Simone de Beauvoir.

Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà” (Aldo Moro, 1978).

Valentina Vadi San Giovanni Valdarno, 21 Febbraio 2019

TEMI ED INQUADRAMENTO DI VALORI .

Il perimetro della Alleanza civica, democratica e progressista per San Giovanni è la condivisione dei valori fondanti dell’area del Centro Sinistra, che sono, non solo rintracciabili e appartengono alla nostra storia e alla nostra tradizione politica – il rispetto dell’altro, la dignità, la solidarietà, la credibilità, l’onestà, il riconoscimento e l’aiuto reciproco, la legalità, la tutela e la difesa dei più deboli, la giustizia sociale, la lotta contro le discriminazioni e le diseguaglianze – ma sono anche pronti ad essere innovati e letti nell’ottica dei nuovi bisogni delle persone. A questi si uniscono temi e priorità che saranno costitutivi della proposta programmatica e che sono nati dal confronto e dalla condivisione interni a questa Alleanza, e che hanno preso forma compiuta con i tavoli di lavoro. Voglio provare a scrivere una pagina nuova nella storia di questo Comune, con una discontinuità forte – pur rimanendo saldi i valori – rispetto alle scelte del passato più recente, una discontinuità nell’atteggiamento e nella modalità con cui si affrontano le questioni amministrative, nella cura e nella presa in carico delle medesime, nella attenzione alle esigenze e alle richieste dei cittadini.

Personalmente, ritengo sia prioritario riportare al centro della agenda politica ed amministrativa il tema dell’Ambiente in una molteplicità di aspetti e declinazioni, dalla raccolta dei rifiuti che deve avere come obiettivo l’aumento della raccolta differenziata dimunita negli ultimi anni a San Giovanni, alla qualità dell’aria; alla mobilità sostenibile e la rete delle ciclabili che devono essere terminate in molte parti della città (Oltrarno, Ponte alle Forche Porcellino) e potenziate; al rafforzamento del tpl urbano (la circolare urbana) che dovrà essere potenziata nelle soste che dovranno coprire ogni estremità del Comune; alle fonti energetiche rinnovabili per gli edifici pubblici, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle scuole comunali che deve essere una priorità insieme alla loro messa in sicurezza (ricorrendo ai bandi della Regione Toscana), alla ripubblicizzazione del servizio idrico, alla educazione al rispetto dell’ambiente naturale in tutte le sue componenti, alle forme di premialità per i cittadini che compiono azioni quotidiane virtuose di rispetto dell’ambiente (sconti nella bolletta della tari per chi differenzia nella raccolta dei rifiuti)e di controllo e sanzione pecuniarie severe per chi non rispetta l’ambiente naturale (abbandoni dei rifiuti e di ingombranti) . La Cultura e l’istruzione, con la valorizzazione del sistema museale municipale (inserito nella cornice complessiva del sistema museale del Valdarno), la nuova Biblioteca e il Cinema Teatro Comunale che devono essere completati, la presenza e la valorizzazione del più importante Polo Scolastico di vallata a cui si aggiunge un Centro di alta formazione superiore, quale il Centro di Geotecnologie. San Giovanni deve acquisire il ruolo di città della Cultura, in Valdarno, ne ha tutte le caratteristiche e le potenzialità, promovendo una progettualità culturale di prestigio e di alto livello – che riguardi le più diverse arti – e con la quale dovrà caratterizzarsi e porsi in evidenza. Nell’ambito di una attenzione e valorizzazione delle periferie della città, sarà necessario portare eventi culturali nei quartieri periferici, favorendo – con la circolare municipale (tpl) – il collegamento delle periferie verso il centro storico per gli eventi culturali che si svolgono nel Centro Storico.

Il Governo e la cura del territorio urbano (del centro e delle periferie della città, soprattutto delle periferie confinanti, perché la qualità della vita e le opportunità devono essere le medesimi per chi vive nei quartieri periferici e in quelli del centro, in quelli residenziali e in quelli popolari) con l’impegno, prioritario, alla manutenzione, alla cura, al decoro e alla pulizia dell’ambiente urbano in ogni sua parte, con i progetti di rigenerazione urbana che possono trovare finanziamento nei bandi regionali (di qualche giorno fa la notizia di un nuovo finanziamento regionale in questa direzione), le opere pubbliche da completare (Nuova Biblioteca e Teatro Comunale), gli interventi nelle Aree a Nord di San Giovanni (Area di Sant’Andrea, zona dei Fondali) e a Sud  (Zona Lucheria), la soluzione per l’area del vecchio ospedale (Borgo Arnolfo). San Giovanni nel contesto del Valdarno deve acquisire forza e centralità e lavorare per consolidare il peso complessivo di questo territorio, favorendo una collaborazione efficace sulle questioni delle infrastrutture, della mobilità, del lavoro e delle attività produttive di vallata, del turismo e della cultura, e su questo piano sovra comunale portare una posizione ferma su questioni quali la chiusura al 2021 della Discarica di Casa Rota, la tutela e la salvaguardia dell’Ospedale di Santa Maria alla Gruccia che deve continuare a fornire ai cittadini del Valdarno servizi ospedalieri e sanitari di qualità. La Partecipazione perché siano messe a punto strategie e strumenti nuovi affinché sia e rimanga viva e reale la partecipazione dei cittadini alle scelte e alla vita amministrativa del Comune, perché ci sia condivisione nelle scelte e una presenza capillare della amministrazione comunale nei quartieri cittadini.

Le Politiche sociali, l’inclusione, il tema della sicurezza. A noi sta a cuore la sicurezza della nostra città, e vogliamo che le famiglie e i cittadini vivano sicuri e quieti nelle loro case, ma per noi la sicurezza si costruisce con la fiducia nelle forze dell’ordine – preposte dalla Costituzione a tutela e difesa dell’ordine pubblico – e attraverso la diffusione della conoscenza, della cultura, dell’istruzione, della formazione, attraverso la scuola e attraverso tutti i luoghi che consentono di costruire senso di comunità, rapporti e relazioni tra le persone. E’ il compito più difficile e faticoso che la politica ha – tenere insieme le persone, non dividerle nella lotta di alcuni contro altri – al quale il centro sinistra non può sottrarsi, a meno che non voglia inseguire la destra con formule e su un terreno che non è mai stato suo proprio. Controllo e presidio del territorio urbano: ricorso ai bandi regionale per aumentare il numero delle telecamere nel territorio comunale, impiego della polizia municipale nel presidio e nel controllo del territorio.

Le attività produttive, il commercio, il terziario, i servizi, il turismo: credo che gli interventi da fare a San Giovanni siano numerosi e che bisognerà tirarsi su le maniche e farsi da una parte, ma se prioritariamente non si restituisce una fisionomia produttiva ed economica a questa città, non si potrà fare tutto il resto che c’è da fare. Quindi prima di tutto sarà supportare, con strategie adeguate,l’economia (commercio ed insediamenti produttivi).

Il commercio, che dalla fine della fase industriale tradizionale, è diventata una delle fonti di reddito più importanti per la nostra città, ma che sta attraversando adesso una fase critica, legata e numerosi fattori, e che deve essere rilanciato attraverso idee, proposte, strategie mirate, non improvvisate, ma frutto di una collaborazione sinergica con chi ha le competenze relative a questo settore. Ma non penso che San Giovanni possa fermarsi qui e fare a meno di attività produttive ad alta occupabilitàe che generano reddito: credo sia necessario individuare ed impegnarsi a gettare le basi, nella nostra città, di uno sviluppo produttivo legato alla industria digitale, alla industria 4.0, alla intelligenza artificiale, un Hub dedicato alla innovazione, creandone le condizioni, sia formative sia di attrattività di insediamento, e localizzandolo in una zona che ancora oggi attende di avere fisionomia definita e certa, ma che sarebbe adatta a questo scopo (all’Area di Sant’Andrea), privilegiando insediamenti a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica (“start up di green economy). Per quanto riguarda il turismo, San Giovanni ha potenzialità importanti, ma non adeguatamente sfruttate: manca una struttura ricettiva che possa accogliere i turisti (mancano alberghi), pochi sono i ristoranti, gli esercizi commerciali hanno orari che non risultano adeguati al ‘turismo’. Sarà necessario un cambio forte di mentalità, un progetto concreto perché i flussi consistenti che si concentrano in alcune zone del Valdarno (Outlet di Rignano e Campeggi di Cavriglia e Figline), possano indirizzarsi e convogliare anche verso il nostro comune e che tutte le istituzioni preposte alla promozione del territorio – a partire dalla Pro Loco – lavorino in questa direzione con determinazione. La costituzione dell’ambito turistico del Valdarno, composto dagli otto comuni del Valdarno aretino, rappresenta senz’altro una opportunità importante, con 95 mila euro che la Regione Toscana mette a disposizione per sviluppare e potenziare le attività turistiche anche nel nostro Comune.

Le strutture sportive sono numerose nel nostro territorio comunale e molte sono di proprietà pubblica, municipale, ma si trovano in condizioni generali non buone: sono vecchie, manca la manutenzione, gli arredi sono datati. In questa prospettiva dovranno essere intraprese tutte le azioni possibili per rinnovare e valorizzare il patrimonio di queste strutture, dove i ragazzi e le ragazze trascorrono la gran parte del proprio tempo. Cercare finanziamenti pubblici (regionali, statali, europei), ma anche valorizzare gli investimenti privati, o comunque, creare le condizioni perché gli imprenditori del territorio costituiscano una risorsa e un supporto fondamentale in questa direzione.

Quando penso al futuro di questa città, quando penso a cosa potrei fare io per questa città, ritorno a quelle che sono le mie origini, a quello che è il mio mestiere di insegnante: nonostante qualcuno possa pensare che io sia una ‘professionista’ della politica, sono in realtà solo tre anni che sono in aspettativa e fino al 2015 ho svolto il mio lavoro di insegnante – come alcuni di voi sanno – al Liceo Scientifico di Montevarchi, come docente di letteratura italiana e latina. Come insegnante ho sempre svolto il mio mestiere convinta di avere un unico scopo, importante: aiutare i giovani a trovare la propria strada nella vita, aiutarli a crescere, a diventare uomini e donne con saldi valori morali, in modo che sia consentito, per ognuno di loro,  “il pieno sviluppo della persona umana”.

Per questo, quando penso al futuro di questa città, quando penso a cosa potrei fare io per San Giovanni, credo che l’impegno più importante è la possibilità che questa città garantisca la crescita migliore per le giovani generazioni, perché trovino il proprio posto nella vita e su quello declinare le azioni prioritarie della politica, che sono quelle che ho indicato prima: i ragazzi e le ragazze, fin da piccoli, devono potere studiare in scuole sicure, confortevoli, accoglienti; devono avere garantiti luoghi di aggregazione sociale dove trascorrere il tempo che non passano a scuola o in famiglia, strutture sportive adeguate e moderne, perché lo sport è salute fisica e mentale, è strumento di costruzione di relazioni e legami sociali; devono avere luoghi per accrescere la propria cultura e svagarsi; infine devono poter trovare anche un lavoro, da qui l’impegno di cui ho parlato poco sopra. Tutti noi adulti – qualsiasi sia il nostro ruolo (genitori, insegnanti, allenatori, educatori, catechisti, e altro ancora) – abbiamo questa enorme responsabilità verso le giovani generazioni, una responsabilità alla quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci, anche, e soprattutto, nella veste di attori politici in una comunità cittadina.

Sono convinta che questo progetto nuovo per San Giovanni, che ho tratteggiato, debba essere realizzato con umiltà, riconoscendo gli errori compiuti, disponibili ad accogliere le critiche, i suggerimenti e le proposte sollecitate, e ponendo in evidenza anche le difficoltà che, oggi, sono insite nell’amministrazione di un Comune come il nostro – difficoltà e ristrettezze di bilancio e di efficienza della macchina burocratica ed amministrativa – tenendosi, pertanto, responsabilmente lontani da avanzare promesse demagogiche che non potranno vedere mai una realizzazione concreta, predisponendo tuttavia una programmazione precisa delle politiche nei vari ambiti e settori, e sottraendo l’indirizzo e la scelta all’estemporaneità e alla casualità del momento contingente, richiedendo queste, invece, competenze specifiche e specifiche professionalità. Sarà necessaria una organizzazione della macchina amministrativa comunale che la renda più efficiente ed efficace – rispondente alle necessità dei cittadini, delle imprese, dei liberi professionisti – e sarà questa la precondizione perché gli indirizzi politici possano tradursi in concrete azioni in ogni ambito e settore. Inoltre, considerate le ristrettezze del bilancio comunale, sarà necessario mettere in piedi un gruppo di lavoro, altamente competente, dedicato al reperimento delle risorse, attraverso sopratutto la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei fino a questo momento raramente partecipati dal nostro Comune. Nei momenti di crisi e difficoltà economica è necessario avere idee, merito, competenze: le menti migliori dovranno essere impegnate nel governo della città e nella realizzazione di questo progetto per San Giovanni.

Competenza, serietà, concretezza, passione, amore e cura per la nostra città, queste devono esserele qualità e le caratteristiche di chi intraprenderà e caricherà sulle proprie spalle – io credo -, in senso metaforico e reale, la realizzazione di questa proposta nuova per San Giovanni, considerando il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

Accanto ad un progetto nuovo e ad una nuova prospettiva con lo sguardo rivolto al futuro, a cosa dovrà essere e diventare la nostra città nei prossimi anni, è necessario promuovere un modo di fare politica che abbia come obiettivo una partecipazione, larga e più ampia possibile. Le scelte politiche ed amministrative importanti e qualificanti devono passare da un processo partecipativo dal basso e non possono e non devono essere calate dall’alto. Personalmente sono convinta che sia necessario questo cambiamento di mentalità e di paradigma, per affrontare i tempi nuovi che abbiamo di fronte e per favorire un coinvolgimento ed una partecipazione ampia della cittadinanza, che porta con sé la creazione di legami, di relazioni, e la costruzione di valori. Accanto a questo, trasformando i progetti di innovazione sociale e gli esempi di cittadinanza attiva, già presenti nella nostra comunità, in modelli di buone pratiche, sarà obiettivo prioritario promuovere la diffusione di ‘un nuovo senso civico’, di amore per la cosa pubblica di cui ciascuno deve sentire la responsabilità della cura e della tutela, perché subentrino ad atteggiamenti sempre più diffusi di disaffezione, e consentano di ricucire i legami forti e le reti sociali, le relazioni ed i rapporti, ri-costruendo il senso di appartenenza e di comunità disgregatosi negli anni per molteplici ragioni e fattori.

E necessario costruire un progetto credibile per la nostra città in grado di dare risposte e che abbia il consenso dei cittadini, con un programma che dovrà essere fatto conoscere bene, a fondo, spiegato con chiarezza e semplicità, portato nelle famiglie, nelle piazze, nei circoli, attraverso un lavoro attento, preciso, impegnativo e faticoso, “casa per casa, strada per strada.

Un progetto che non dovrà essere contro qualcuno, ma per San Giovanni e per i sangiovannesi, per costruire insieme il futuro della nostra città, con convinzione, speranza ed entusiasmo.

La ‘classe dirigente’ – per utilizzare un termine tecnico della ‘politica’ -, le persone – termine che io preferisco – che vorrei mi accompagnassero in questa esperienza dovranno essere figure amate, stimate, apprezzate nella comunità cittadina con le qualità della credibilità, della affidabilità, della serietà, dell’operosità, della concretezza, dello spirito di iniziativa, unite alle competenze individuali, e che non cerchino nella politica rendite di posizione, relazioni sociali o appagamento di personali ambizioni, ma che intendano e vivano il proprio impegno come un servizio reso alla comunità.

Ho coscienza che si tratta di un’impresa non facile, ma ritengo che sia, comunque, una ‘sfida possibile’, perché la politica è sogno, è visione prospettica del futuro è, e deve continuare a essere, la speranza di lasciare una realtà migliore di quella ereditata da chi ci ha preceduto. Sono convinta che una ‘buona politica’, un ‘buon governo del territorio’ siano il dono più bello che si possa consegnare alle generazioni future, e che è adesso, ed ora, il tempo della nostra responsabilità, che dobbiamo vivere ed intraprendere con fiducia e coraggio.

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